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Economia 2 min di lettura2 ore fa

Irpef, la svolta per i redditi fino a 60mila euro: cosa cambia

Maurizio Leo annuncia un nuovo intervento sull’Irpef, ma avverte: inflazione, debito e spread renderanno complessa la prossima manovra

La prossima legge di bilancio dovrà conciliare il sostegno ai contribuenti con margini finanziari più stretti. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha indicato tra le priorità un ulteriore intervento sull’Irpef, destinato a chi dichiara tra 50mila e 60mila euro, ma ha anche segnalato le difficoltà legate all’inflazione, al debito pubblico e all’aumento del differenziale sui titoli di Stato.


La nuova fascia nel mirino del governo

L’ipotesi allo studio prevede che la quota di reddito compresa tra 50mila e 60mila euro venga tassata con un’aliquota del 33%, in luogo dell’attuale 43%. L’intervento completerebbe quello già realizzato per una parte dei contribuenti con redditi tra 28mila e 50mila euro, per i quali l’aliquota è stata ridotta dal 35% al 33%.

Parlando con la giunta esecutiva di Confartigianato, Leo ha spiegato che l’intenzione è estendere progressivamente il beneficio al ceto medio. «Un altro pezzo pensiamo di farlo adesso, con la legge di bilancio», ha detto il viceministro, riferendosi proprio alla fascia compresa tra 50mila e 60mila euro.


Manovra stretta tra debito e spread

Il taglio fiscale dovrà però essere inserito in un quadro di finanza pubblica più delicato. «Sarà una legge di bilancio difficile», ha ammesso Leo, richiamando l’impatto dell’inflazione, la necessità di preservare l’equilibrio dei conti e il costo delle nuove emissioni di debito.

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A complicare il quadro contribuisce anche il rialzo dello spread, che secondo il viceministro, a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia, si sta avvicinando a quota 100. Leo ha auspicato che l’Unione Europea riconosca la situazione e conceda maggiore flessibilità, così da permettere interventi più selettivi senza aggravare la pressione sui conti pubblici.


Energia, possibile detrazione più alta

Tra le misure considerate con maggiore attenzione ci sono quelle per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. L’idea è aumentare dal 50% al 65% la detrazione riconosciuta per le spese di riqualificazione, utilizzando gli spazi consentiti dalla clausola di flessibilità europea.

Secondo Leo, proprio gli incentivi energetici potrebbero offrire un margine di intervento più ampio rispetto ad altre misure, perché collegati a investimenti considerati compatibili con i vincoli di bilancio. La decisione finale dipenderà comunque dalle risorse disponibili e dall’evoluzione del quadro economico.

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