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Economia 2 min di lettura2 ore fa

Petrolio oltre 100 dollari, ma le Borse frenano la caduta

I rendimenti dei titoli di Stato arretrano dai picchi, mentre Milano limita la perdita allo 0,9% e il Brent continua a salire.

Il recupero del comparto obbligazionario riduce la pressione sui listini europei, ancora in territorio negativo dopo una prima parte di seduta difficile. A pesare resta soprattutto la corsa del petrolio, con il Brent tornato sopra la soglia dei 100 dollari al barile.


Rendimenti in calo dai massimi

Il rendimento del Btp decennale è salito di 4 punti base, attestandosi al 4,65%, dopo avere superato il 4,7%. Il differenziale con il Bund tedesco si è portato a 106 punti, mentre i titoli italiani hanno registrato la performance peggiore tra le principali obbligazioni europee.

Negli Stati Uniti, il rendimento del Treasury decennale resta oltre il 5,3%, non lontano dal livello più alto dal 2002. In Gran Bretagna, invece, il tasso del Gilt trentennale è rientrato sotto il 6%, una soglia che non veniva oltrepassata al ribasso dal 1998.


Petrolio forte, indici ancora deboli

Il Brent guadagna il 2,4% a 100,37 dollari, mentre il Wti sale del 2% a 92,2 dollari. Nonostante il rialzo dell’energia, le Borse del continente hanno contenuto le perdite: Londra cede l’1,5%, Parigi l’1,1%, Milano lo 0,9% e Francoforte lo 0,8%.

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L’andamento atteso a Wall Street è disomogeneo. I contratti a termine sul Nasdaq segnano un progresso dello 0,6%, sostenuti dai risultati di Micron oltre le previsioni, mentre quelli sul Dow Jones arretrano dello 0,3%.


A Milano banche sotto pressione

Sul listino milanese i ribassi più marcati riguardano Poste, in calo del 2,6%, Mediolanum (-2,4%), Banco Bpm (-2,3%), UniCredit (-2,1%) e Mediobanca (-1,9%). Il comparto finanziario concentra quindi le principali vendite della seduta.

In controtendenza Prysmian, che sale del 2,3% dopo la valutazione positiva di Akros. Fincantieri avanza dell’1,9% e Campari dell’1,2%, sostenuta dalla promozione di Bofa. Tra i titoli fuori dal Ftse Mib, Ifis è quasi invariata (-0,3%) dopo avere fornito ulteriori chiarimenti sulle richieste della Consob.

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