Plastica, la scommessa di Modena: 30mila tonnellate da rigenerare
R3gid di Aliplast punta a trasformare scarti urbani e industriali in polimeri certificati per automobili, cosmetica e altri prodotti
Il polo modenese di Aliplast nasce per ridurre la dipendenza dalle importazioni e dare una seconda vita a migliaia di tonnellate di plastica. L’integrazione con gli impianti Hera consente inoltre di contenere i consumi e di evitare circa 30mila tonnellate di CO2 equivalente ogni anno rispetto alla produzione di materiale vergine.
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Un impianto integrato nel territorio
Nel processo produttivo viene utilizzata l’elettricità generata dal termovalorizzatore vicino, mentre l’acqua proveniente dal depuratore viene impiegata per le lavorazioni e poi rimandata allo stesso impianto per il trattamento. Il modello punta così a concentrare sul territorio sia le risorse necessarie sia la gestione degli scarti.
«Realizzare materie prime seconde a chilometro zero significa rafforzare la competitività del Paese», ha affermato il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin durante l’inaugurazione. Il nuovo sito rappresenta anche un passaggio del piano di crescita di Aliplast, che comprende l’ampliamento della struttura di Borgolavezzaro, nel Novarese, e l’acquisizione in corso del 70% di Kronos Polymer Polska, società polacca.
Le industrie cercano materiali certificati
La disponibilità di polimeri riciclati con caratteristiche costanti interessa già diversi comparti. Stellantis sta esaminando una possibile intesa con Aliplast: Paolo Accastello, responsabile dell’area produzione per Italia e Polonia, ha ricordato che materiali riciclati sono già presenti in alcune vetture Citroën e nei rivestimenti dei sedili della Fiat 500.
Per il gruppo automobilistico, produrre in Italia materiale rigenerato destinato alle fabbriche significherebbe avere maggiore controllo sugli approvvigionamenti, accorciare i trasporti e prepararsi ai nuovi vincoli europei. Per i veicoli di nuova produzione, le regole prevedono una quota minima di plastica riciclata del 15% dal 2032 e del 25% dal 2036; almeno un quinto della componente recuperata dovrà arrivare da veicoli fuori uso.
Anche L’Oréal Italia guarda con interesse allo sviluppo del sito. L’azienda, già cliente di Aliplast, era rappresentata all’evento da Simone Targetti Ferri, responsabile della sostenibilità, in un settore che utilizza grandi quantità di plastica per confezioni e contenitori.
Dallo scarto al nuovo granulo
R3gid, nome costruito sulle fasi di recupero, riciclo e rigenerazione della plastica, è già entrato in funzione e a pieno regime occuperà 80 persone. La linea potrà ricevere ogni anno fino a 30mila tonnellate di materiali rigidi provenienti dalla raccolta urbana e dalle attività produttive.
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Tra i rifiuti trattabili figurano pallet, cassette, serbatoi, paraurti, contenitori e parti di apparecchiature elettroniche. Dopo la divisione per materiale e colore, gli scarti vengono ridotti in frammenti, lavati e sottoposti a selezione ottica; l’estrusione li trasforma infine in granuli destinati alla fabbricazione di nuovi articoli.
La tecnologia sviluppata con il gruppo Maire permette di ottenere un polimero con una purezza certificata oltre il 99% e prestazioni vicine a quelle della plastica vergine. È questo il requisito che può consentire alle imprese di riutilizzare il materiale in applicazioni industriali senza dover ricorrere necessariamente a forniture estere.
L’Europa ha bisogno di nuova capacità
Orazio Iacono, amministratore delegato di Hera, ha segnalato lo squilibrio tra la domanda attesa e la capacità disponibile nel continente: «L’Europa ha un gap strutturale nel riciclo: la capacità è ferma o in calo, mentre le nuove norme faranno crescere la domanda».
Attualmente l’Europa dispone di impianti capaci di riciclare 13,5 milioni di tonnellate di plastica, ma soltanto 3,5 milioni riguardano quella rigida. In Italia la quota è di circa 440mila tonnellate; entro il 2040, secondo le stime richiamate da Hera, ne serviranno altri 5,7 milioni.
Un investimento da 48,8 milioni
Il progetto è costato 48,8 milioni di euro, compresi 7,7 milioni ottenuti attraverso il Pnrr, e rientra nei 2 miliardi che Hera ha previsto per l’economia circolare nel periodo 2025-2029. L’obiettivo industriale è portare Aliplast oltre 210mila tonnellate annue di materie prime seconde, con una capacità produttiva complessiva pari a 255mila tonnellate.
L’impianto è stato presentato a Modena il 20 ottobre alla presenza di Pichetto Fratin e dei rappresentanti di Stellantis e L’Oréal. La struttura prova così a rispondere a una necessità precisa: trasformare rifiuti urbani e industriali in materiali riutilizzabili, mantenendo in Italia una parte più ampia della filiera della plastica.
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Modena, 50 milioni per dare nuova vita alle plastiche rigide
Il progetto R3GID di Aliplast, società del gruppo Hera, è stato realizzato con un contributo PNRR e prevede 80 nuovi posti di lavoro a regime.
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