Più raccolti, meno fertilizzanti: la sfida passa dalle radici
La ricerca punta a rendere le colture più efficienti nell’uso delle risorse, limitando spese agricole e conseguenze sull’ambiente senza ridurre la produzione.
Coltivare abbastanza cibo senza aumentare il peso dell’agricoltura sull’ambiente è una delle principali sfide affidate alla ricerca. La strada indicata dagli esperti passa dallo studio di come le piante assorbono e impiegano acqua, elementi nutritivi e altre risorse.
A Udine, questo tema è al centro di un convegno internazionale dedicato alla nutrizione vegetale, promosso dalla Scuola Superiore di Toppo Wassermann insieme al Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine.
Le radici come laboratorio naturale
Secondo Pinton, professore ordinario di Chimica agraria, una maggiore efficienza delle colture permetterebbe di diminuire l’impiego di fertilizzanti. «Possiamo risparmiare, ridurre l’uso di fertilizzanti che hanno un costo economico e anche un impatto ambientale», ha spiegato, evidenziando il doppio vantaggio economico ed ecologico dell’obiettivo.
Uno degli ambiti di ricerca più promettenti riguarda il microbioma della rizosfera, cioè la comunità di microrganismi che vive a contatto con le radici e interagisce con esse. Le tecniche molecolari e la bioinformatica consentono di analizzare questi rapporti con maggiore precisione, cercando combinazioni efficaci tra varietà vegetali, apparato radicale e microrganismi.
Nuove tecnologie per l’agricoltura
L’analisi delle relazioni tra radici, suolo e microrganismi può offrire indicazioni utili per rafforzare le colture e migliorarne la capacità di sfruttare i nutrienti. L’obiettivo, ha sottolineato Pinton, è arrivare a un’agricoltura «a minor impatto», ma ancora capace di garantire rese adeguate al fabbisogno alimentare e di produrre reddito.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Il convegno riunisce studiosi italiani e internazionali, tra cui Zeno Varanini dell’Università di Verona, Ismail Cakmak della Sabanci University e José María García-Mina dell’Università di Navarra. Al centro degli interventi ci sono la nutrizione minerale, gli stress ambientali, i rapporti tra pianta, terreno e microrganismi, oltre agli sviluppi della chimica agraria.
Una sfida che unisce più discipline
Per affrontare la complessità del sistema formato da suolo, piante e microrganismi non basta una sola competenza. Pinton ha indicato la necessità di integrare biologia, genetica, informatica e intelligenza artificiale per trasformare i risultati della ricerca in soluzioni applicabili nei campi.
Questo approccio interdisciplinare dovrebbe aiutare a individuare strategie capaci di ridurre l’uso di input agricoli e i relativi costi, mantenendo al tempo stesso livelli produttivi compatibili con la domanda alimentare.
Continua a leggere
Parma, via 250 kg di rifiuti: Barilla porta l’impegno sul territorio
A Parma 26 dipendenti Barilla hanno ripulito il percorso lungo il torrente insieme a Legambiente, raccogliendo 50 sacchi di rifiuti in quasi un chilometro.
IA e finanza, l’avvertimento di Lagarde: chi controllerà i modelli
La presidente della Bce richiama i rischi per la stabilità finanziaria e chiede all’Europa di rafforzare la propria autonomia tecnologica.
Energia, Orsini: «Se ci frenano, faremo infrazione
Il presidente di Confindustria chiede interventi su costi energetici, imposte e burocrazia per trattenere le aziende in Italia.
Milano sotto pressione: -1,7% e spread a 115 punti
I mercati europei risentono del debole dato manifatturiero statunitense, mentre il Brent supera di nuovo quota 100 dollari e i rendimenti obbligazionari aumentano.