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Economia 1 min di lettura57 min fa

Milano sotto pressione: -1,7% e spread a 115 punti

I mercati europei risentono del debole dato manifatturiero statunitense, mentre il Brent supera di nuovo quota 100 dollari e i rendimenti obbligazionari aumentano.

L’avversione al rischio torna a farsi sentire sui mercati europei dopo l’inversione di rotta di Wall Street. A pesare sono soprattutto il dato manifatturiero statunitense, risultato più debole delle previsioni, e il nuovo rialzo del petrolio, alimentato dalle tensioni persistenti in Medio Oriente.


I titoli di Stato restano sotto pressione

Il rendimento del Btp decennale italiano è salito al 4,69%, livello massimo degli ultimi tre anni. Nella classifica europea è preceduto soltanto dall’Oat francese, arrivato al 4,89%.

Il differenziale tra i titoli italiani e quelli tedeschi ha raggiunto quota 115,1 punti base, per poi ridursi lievemente a 114,5. A inasprire il quadro contribuiscono anche i dubbi sulla gestione dei conti pubblici francesi e sulla manovra presentata dal governo di Parigi.

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Piazza Affari guida le vendite

Milano registra la performance peggiore tra le principali Borse del continente, con il Ftse Mib in calo dell’1,7%. Il ribasso è amplificato dal comparto finanziario: Unicredit perde il 3,47% e trascina al ribasso il listino.

In controtendenza si muove Fincantieri, che guadagna il 4,53%. Sul fronte energetico, intanto, il Brent è tornato oltre i 100 dollari al barile, mantenendo alta la pressione sui mercati e sulle prospettive economiche.

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