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Economia 1 min di lettura30 min fa

Fondazioni, la proposta di Azzone: una rete europea contro le fragilità

Il presidente dell’Acri rilancia una collaborazione continentale e indica casa e prevenzione tra le priorità del futuro.

La prevenzione non riguarda soltanto l’aiuto a chi vive una difficoltà nel presente, ma anche la capacità di ridurre le sofferenze che potrebbero manifestarsi negli anni a venire. È questo il messaggio emerso a Milano durante l’appuntamento conclusivo della campagna “Chi ben comincia. La comunità che previene”, organizzato per la Giornata europea delle Fondazioni.


Azzone rilancia il fronte europeo

A margine dell’iniziativa, il presidente dell’Acri Giovanni Azzone ha parlato dell’ipotesi di costruire una coalizione europea dedicata al contrasto delle fragilità, con il coinvolgimento di ambiti diversi della società. Secondo Azzone, il legame con l’Unione Europea è oggi particolarmente intenso: «In questo periodo c'è un rapporto con l'Unione Europea che forse è ancora più forte che in passato».

Il progetto, nelle intenzioni espresse dal presidente, dovrebbe mettere in rete più settori e rafforzare il ruolo delle fondazioni private nell’affrontare questioni sociali di rilievo. L’idea arriva in una fase in cui il confronto tra istituzioni europee e realtà filantropiche appare più stretto rispetto al passato.

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Casa e fragilità tra le priorità

Azzone ha ricordato che l’Unione Europea ha recentemente sollecitato il contributo delle fondazioni private, comprese quelle di origine bancaria, su temi strategici come l’accesso alla casa e le politiche abitative. Per il presidente dell’Acri, riconoscere il valore dell’appartenenza europea rappresenta un passaggio decisivo per gli anni a venire.

Nel suo intervento, la prevenzione è stata descritta come un’azione con una doppia direzione: sostenere subito le persone che affrontano condizioni di fragilità e, nello stesso tempo, intervenire sulle cause per evitare che il disagio si ripresenti in futuro. «Prevenire vuol dire cercare di fare in modo che questa sofferenza non ci sia nel futuro», ha affermato Azzone.

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