Energia, Orsini: «Se ci frenano, faremo infrazione
Il presidente di Confindustria chiede interventi su costi energetici, imposte e burocrazia per trattenere le aziende in Italia.
Il tema dei costi energetici torna al centro del confronto tra imprese e istituzioni. Emanuele Orsini, intervenuto all’apertura del Salone Nautico Internazionale di Genova, ha chiesto maggiore determinazione all’Italia nei rapporti con l’Europa, soprattutto quando le regole comunitarie rischiano di rallentare misure considerate necessarie per il sistema produttivo.
Il nodo resta il costo dell’energia
Secondo il presidente di Confindustria, il Paese deve costruire un ambiente più favorevole alla permanenza delle aziende. Tra le priorità indicate figurano energia, fiscalità e burocrazia: condizioni che, a suo giudizio, devono essere migliorate per evitare che le imprese scelgano di lasciare l’Italia.
Orsini ha ricordato il precedente del 2022, quando il sostegno pubblico alle aziende per fronteggiare il caro energia raggiunse 30,5 miliardi di euro. Ha quindi prospettato il rischio di una nuova emergenza nel caso in cui il prezzo del gas dovesse passare da 80 a 110 euro per megawattora, riportando la spesa energetica su livelli analoghi a quelli di allora.
La linea dura verso Bruxelles
Da qui l’appello a non ignorare le necessità dell’industria e ad accelerare le decisioni sulle fonti rinnovabili. Nel suo intervento, Orsini ha sostenuto che, se i vincoli europei dovessero impedire una risposta rapida, l’Italia dovrebbe essere pronta ad assumersi il rischio di una procedura d’infrazione: «Se l’Europa ci frena, faremo infrazione».
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Il presidente degli industriali ha spiegato di preferire la tutela delle imprese al rispetto formale di un ordine regolatorio considerato intoccabile. «L’Italia deve avere un po’ più di coraggio», ha affermato, aggiungendo che sul tema aveva già discusso il giorno precedente con il ministro.
Tra le richieste avanzate c’è anche una rapida attuazione delle concessioni elettriche legate alle energie rinnovabili. L’obiettivo indicato è trasformare in tempi brevi gli interventi annunciati in strumenti concreti, così da ridurre l’esposizione delle aziende agli eventuali nuovi aumenti dei prezzi dell’energia.
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