Piazza Affari rallenta, ma Amplifon vola: giù Ferrari e Inwit
Il listino milanese termina a -0,21% insieme alle principali piazze europee, mentre il differenziale tra Btp e Bund sale a 94 punti.
Piazza Affari archivia la seduta con un ribasso contenuto, frenata dalla debolezza dei mercati europei. Il Ftse Mib perde lo 0,21%, mentre sul fronte obbligazionario aumenta la pressione sui titoli di Stato italiani: lo spread tra Btp e Bund chiude a 94 punti e il rendimento del decennale sale di 8 punti base, fino al 4,589%.
Amplifon guida i rialzi
Il titolo più brillante del listino principale è Amplifon, che guadagna il 6%. A sostenere gli acquisti sono le valutazioni di Equita, secondo cui il gruppo potrebbe registrare una crescita nel terzo trimestre.
Il comparto del lusso si muove a sua volta in territorio positivo. Moncler sale del 2,6%, mentre Cucinelli mette a segno un progresso del 2%. Bene anche il settore energetico, con Eni in aumento del 2% nel giorno dell'entrata in vigore del tetto al prezzo dei carburanti; Saipem viene indicata in rialzo dell'1,6% e dell'1,5%.
Vendite su industriali e utility
Tra i titoli più penalizzati figurano Inwit, in calo del 2,6%, Ferrari, che arretra del 2,5%, ed Enel, in flessione del 2,2%. La seduta è negativa anche per le altre utility: A2a cede l'1,3% e Hera lo 0,9%.
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Nel settore finanziario prevalgono movimenti contrastati. Bper lascia sul terreno lo 0,6% e Intesa lo 0,3%, mentre Mps e Banco Bpm restano quasi ferme, rispettivamente a -0,07% e -0,06%; Unicredit cresce dello 0,4%. Banca Ifis perde invece il 6%, dopo i rilievi e le richieste della Banca d'Italia.
Tim sotto pressione dopo l'offerta
Tim conclude la giornata con una diminuzione dell'1,7%, dopo la chiusura della seconda parte dell'offerta di Poste, il cui titolo sale invece dello 0,2%.
Il quadro complessivo resta quindi prudente, con gli investitori impegnati a seguire sia l'andamento dei mercati europei sia l'evoluzione dei rendimenti italiani. A Milano la selezione dei titoli premia soprattutto Amplifon, lusso ed energia, mentre vendite più marcate colpiscono telecomunicazioni, utility e alcuni nomi finanziari.
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