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Economia 2 min di letturaieri

Petrolio oltre 107 dollari, mercati in bilico: Milano soffre Tim

Le Borse europee restano prudenti dopo il gelo tra Washington e Teheran, mentre il greggio sale e il dollaro si rafforza.

L’avvio della settimana sui mercati europei è stato prudente, con i principali indici appena sopra la soglia della parità. A pesare è soprattutto l’impennata del petrolio, alimentata dall’assenza di progressi tra Stati Uniti e Iran, mentre gli investitori continuano a monitorare l’andamento dei rendimenti obbligazionari.


Milano resta appesa a petrolio e titoli

A Piazza Affari gli acquisti si concentrano su Amplifon, Stellantis e Ferrari. Nel comparto del lusso avanzano anche Brunello Cucinelli e Moncler, mentre Eni beneficia della crescita delle quotazioni energetiche e dell’attenzione sul possibile tetto ai prezzi dei carburanti.

La seduta è invece negativa per Telecom Italia, dopo la chiusura dell’Opas promossa da Poste Italiane. In calo anche Prysmian e Technoprobe, con le banche sotto la parità. Tra le società a minore capitalizzazione, Trevi Fin Ind guadagna oltre il 3% dopo il rilancio dell’ops da parte di Icop; Danieli & C perde invece più del 7% in seguito alla diffusione dei risultati di bilancio.


Il greggio riaccende la tensione

Il fronte geopolitico torna a condizionare l’energia. Donald Trump ha respinto l’ipotesi di una tregua avanzata dall’Iran, mentre Teheran ha fatto sapere di non voler rendere meno rigide le condizioni per consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz.

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Il future novembre sul Wti aumenta del 2,03% a 94,29 dollari al barile. Il Brent con la stessa scadenza cresce del 3% e raggiunge quota 107,45 dollari; il gas naturale sale dell’1,2%, a 72,9 euro per megawattora sulla piattaforma Ttf di Amsterdam.


Dollaro forte, spread invariato

Sul mercato dei cambi il biglietto verde rimane vicino al livello più alto degli ultimi due mesi. L’euro viene scambiato a 1,1377 dollari, rispetto a 1,1395 della chiusura di venerdì; il dollaro sale a 157,65 yen da 157,33, mentre il cambio tra euro e yen si porta a 179,34 da 179,30.

Sul comparto obbligazionario italiano lo spread resta fermo a 92 punti base, con il rendimento del Btp decennale al 4,54%. A sostenere in parte il sentiment contribuiscono la resistenza dell’economia e gli investimenti nell’intelligenza artificiale, considerati un possibile motore per nuovi risultati societari positivi. Intanto, secondo le elaborazioni di Cme FedWatch, il mercato assegna una probabilità del 68% a un nuovo rialzo dei tassi della Federal Reserve il mese prossimo.

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