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Economia 2 min di lettura10 ore fa

Pasta italiana, l’effetto filiera vale 14,3 miliardi: i numeri

Tra produzione, export e attività collegate, il comparto della pasta sostiene 78mila occupati e coinvolge 143mila imprese in Italia.

La pasta non pesa soltanto per ciò che produce direttamente: includendo distribuzione, trasporti, ristorazione, confezionamento e macchinari, il suo impatto sull’economia italiana raggiunge 14,3 miliardi di euro di valore aggiunto. È la stima riferita al 2024 contenuta nel rapporto «Valore Pasta - Il contributo della filiera dell’industria della pasta per il Made in Italy», realizzato da The European House - Ambrosetti per i Pastai di Unione Italiana Food.

Nel 2025, invece, la filiera produttiva in senso stretto ha registrato 13,5 miliardi di euro di ricavi e 3 miliardi di valore aggiunto. Il settore parte dalla coltivazione del frumento duro, passa per la molitura e arriva alla trasformazione industriale.


L’impatto cresce oltre la produzione

L’analisi estesa porta il contributo diretto di 5,2 miliardi di euro a un risultato complessivo di 14,3 miliardi, dopo aver calcolato le ricadute indirette e indotte. Il dato equivale allo 0,6% del prodotto interno lordo italiano.

Attorno alla pasta ruotano 143mila imprese e 78mila lavoratori. Il sistema ha inoltre attivato investimenti per 1,6 miliardi di euro, considerando l’insieme delle attività collegate alla produzione e alla commercializzazione.


Dieci anni di crescita per il comparto

Tra il 2015 e il 2025, il giro d’affari della filiera è aumentato di 5,7 miliardi di euro, con una crescita media annua del 5,4%. L’incremento è stato più rapido rispetto a quello del Pil nazionale, salito del 3,2%, e della filiera agroalimentare estesa, cresciuta del 3,9%.

Nello stesso arco temporale, il valore aggiunto è passato da 1,7 a 3 miliardi di euro. La sola industria della pasta trasformata oggi genera 8,9 miliardi di fatturato e 2 miliardi di valore aggiunto, rafforzando il proprio peso all’interno del sistema.

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L’estero resta decisivo

Nel 2025 la produzione italiana ha raggiunto 4,2 milioni di tonnellate. Circa il 60% è stato destinato ai mercati internazionali, una quota che conferma la forte vocazione all’esportazione del comparto.

L’Italia detiene il 48,3% degli scambi mondiali di pasta e ha realizzato 4 miliardi di euro di esportazioni, pari al 5,4% delle vendite agroalimentari italiane oltreconfine. In pratica, sei confezioni su dieci prendono la strada dei mercati esteri.


Un simbolo della dieta mediterranea

Il prodotto conserva anche un ruolo centrale nell’identità alimentare nazionale. Per il 67,6% degli italiani è l’alimento che rappresenta meglio la dieta mediterranea, mentre il 54% della popolazione lo consuma ogni giorno.

Con 23 chilogrammi annui per persona, l’Italia è inoltre il Paese con il consumo pro capite più elevato al mondo. Il valore culturale della pasta si affianca così alla sua dimensione industriale, occupazionale e commerciale.

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