Pensioni 2027, doppio effetto: uscita più tardi e assegni ridotti
La nuova tabella del ministero del Lavoro aggiorna i coefficienti: a 67 anni si passa da 5,575 a 5,514, con importi più bassi a parità di contributi.
Dal 1° gennaio 2027 l’accesso alla pensione slitterà di un mese rispetto all’anno in corso. Per chi uscirà alla stessa età e avrà accumulato lo stesso montante contributivo, inoltre, il trattamento sarà meno elevato.
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Il nuovo calcolo pesa sull’assegno
La riduzione dipende dall’aggiornamento biennale dei coefficienti di trasformazione, i valori utilizzati per convertire i contributi versati in pensione. Il meccanismo tiene conto anche dell’evoluzione dell’aspettativa di vita.
Il ministero del Lavoro ha diffuso la nuova tabella. In base ai parametri aggiornati, quindi, a parità di età e di montante la pensione risulterà inferiore rispetto a quella calcolata con i coefficienti attualmente in vigore.
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A 67 anni il coefficiente scende
Per chi lascia il lavoro a 67 anni, il coefficiente passerà da 5,575 a 5,514. La diminuzione riguarda anche l’età successiva: a 68 anni si scenderà da 5,753 a 5,707.
Il valore resta più alto per chi si ritira più avanti, perché l’uscita a un’età maggiore comporta un coefficiente superiore. Tuttavia, anche questi parametri saranno comunque più bassi di quelli validi nel 2026, con un effetto negativo sull’importo dell’assegno a parità di contributi versati.
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