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Economia 3 min di lettura48 min fa

Consulenza finanziaria, la certificazione diventa decisiva nell’era dell’IA

A Firenze Efpa Italia riunisce esperti e professionisti per discutere di risparmio, longevità, tecnologia e nuove forme di tutela dei clienti.

La preparazione dei consulenti finanziari è destinata a diventare ancora più importante in una fase segnata da mercati instabili, strumenti digitali e bisogni familiari in trasformazione. Efpa Italia annuncia un rafforzamento delle proprie certificazioni, con l’obiettivo di mantenere le competenze professionali adeguate alle sfide attuali e future.

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Una certificazione sempre più necessaria

«Stiamo lavorando per migliorare e adeguare tutte le certificazioni, fornendo una preparazione al passo con i tempi attuali», ha affermato Fabrizio Quaglio, presidente di Efpa Italia. Il suo intervento si è inserito nel confronto sull’evoluzione della consulenza e sulla responsabilità di chi accompagna i risparmiatori nelle decisioni finanziarie.

In un periodo economico complesso, secondo Quaglio, i professionisti certificati hanno un dovere che va oltre la semplice applicazione delle regole: incidere concretamente sulla sicurezza e sulla qualità delle scelte compiute dai clienti. La certificazione assume così il ruolo di garanzia in un settore dove non è previsto, come requisito generale per esercitare, il possesso di una laurea.


Tecnologia senza perdere il fattore umano

L’intelligenza artificiale può accelerare l’elaborazione delle informazioni e rendere più efficienti diverse attività, ma non elimina la necessità di comprendere aspettative, paure e obiettivi delle persone. «L’intelligenza artificiale ci aiuterà a liberare tempo che sapremo riempire dei nostri contenuti, con l’umanità per capire le emozioni di chi abbiamo davanti», ha spiegato Quaglio.

La trasformazione tecnologica richiederà quindi aggiornamento continuo e criteri professionali solidi. Efpa Italia, insieme al proprio comitato scientifico, intende adeguare i percorsi formativi all’evoluzione del lavoro, mantenendo centrale la capacità del consulente di interpretare i bisogni effettivi delle famiglie.


Giovani e anziani, risparmio diviso

La ricerca illustrata da Finer fotografa comportamenti molto diversi tra le generazioni. Il 66% degli italiani adotta un atteggiamento prudente e orientato alla costruzione graduale del patrimonio; tra coloro che si rivolgono a un consulente la percentuale arriva all’85%. Tra i ventenni, invece, il 47% segue ancora un approccio più orientato alla spesa immediata.

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Il divario emerge anche sul fronte della previdenza complementare e della regolarità degli investimenti: vi ricorre il 24% dei giovani, contro il 52% dei cosiddetti boomer. Molti ragazzi scelgono strumenti digitali e gestione autonoma, ma mostrano una partecipazione più contenuta nei percorsi di accumulo di lungo periodo.


Longevità e protezione dei fragili

L’allungamento della vita modifica il modo in cui il patrimonio deve essere amministrato. L’Italia è il secondo Paese più anziano al mondo dopo il Giappone e il rischio di esaurire le risorse prima della fine della vita, noto come rischio di longevità, rende indispensabili una pianificazione previdenziale più attenta e una gestione ordinata dei trasferimenti tra generazioni.

«Vivere di più è una notizia straordinaria, che però cambia le modalità di utilizzo del patrimonio e ci mette davanti a una responsabilità nuova», ha osservato Quaglio. Efpa Italia segnala inoltre l’assenza di criteri deontologici specifici per assistere i clienti più vulnerabili e indica nella definizione di nuovi standard una delle prossime priorità.


Il confronto di Firenze

Questi temi sono al centro dell’Efpa Italia Meeting 2026, in programma a Firenze con il titolo “Planning better, living longer”. L’appuntamento guarda anche al futuro della Fondazione, che si avvicina al traguardo dei 25 anni, e al ruolo della consulenza nella protezione degli obiettivi familiari nel medio e nel lungo periodo.

Durante i lavori è stata discussa anche la Strategia europea per gli investimenti al dettaglio. Il confronto ha posto l’accento sulla necessità di valutare la qualità complessiva del servizio offerto, senza ridurre il rapporto con il risparmiatore al solo costo dei prodotti. In questo quadro, formazione, trasparenza e aggiornamento diventano elementi essenziali per ricostruire fiducia.

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