Napoli, il carburante diventa un caso sanitario: l’allarme per i pazienti
L’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate teme ripercussioni su dialisi, trasferimenti ospedalieri, ambulanze ed elicotteri mentre le scorte diminuiscono.
«Senza carburante si ferma tutto il trasporto su ruote, anche quello dei pazienti». È l’allarme lanciato da Manuel Ruggiero, dell’associazione sanitaria Nessuno Tocchi Ippocrate, mentre il blocco degli autotrasportatori continua a rendere difficile il rifornimento nell’area napoletana.
Ruggiero ha espresso solidarietà alle ragioni della protesta, ma ha chiesto che le cisterne dirette ai distributori possano transitare senza ostacoli. La preoccupazione riguarda soprattutto chi deve raggiungere i centri per la dialisi, i trasferimenti tra strutture ospedaliere e i servizi legati a 118 ed elisoccorso.
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Il blocco mette a rischio le cure
Secondo l’associazione, l’emergenza non si limita ai disagi per chi deve usare l’automobile o ai problemi nella distribuzione dei generi alimentari. La riduzione del carburante disponibile può infatti compromettere anche i trasporti sanitari programmati e quelli urgenti.
Nel suo intervento, Ruggiero ha parlato di una situazione in cui la salute rischia di diventare oggetto di contrattazione. Per questo chiede di separare la protesta dal passaggio dei rifornimenti destinati ai servizi essenziali, così da evitare conseguenze sui pazienti.
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Prezzi e scorte sotto pressione
Intanto, le segnalazioni diffuse nei gruppi social dei comuni della provincia descrivono una ricerca sempre più difficile di benzina, gasolio e Gpl. Alcuni automobilisti riferiscono di aver trovato il diesel a 2,799 euro al litro e la benzina a 2,499 euro, contro valori medi indicati intorno a 2,25 e 1,99 euro.
Le disponibilità residue si concentrano in pochi impianti, con attese prolungate e file che si formano rapidamente. Per trovare un distributore ancora operativo, diversi automobilisti si stanno spostando anche fuori dal proprio comune, tra Mugnano, Pozzuoli, Pianura e via Giacomo Leopardi, aggravando il consumo delle scorte rimaste.
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