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Economia 2 min di lettura24 min fa

Oro giù, petrolio in corsa: cosa agita le Borse europee

I listini del Vecchio Continente arretrano sotto il peso di energia, tecnologia e nuovi dubbi sull’inflazione, mentre euro e titoli di Stato restano quasi invariati.

La giornata dei mercati registra anche un ribasso per l'oro, sceso dell'1,2% a 4.120 dollari l'oncia. Il movimento si inserisce in uno scenario segnato da forti variazioni nelle materie prime energetiche e da una maggiore cautela degli investitori.

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Rendimenti quasi fermi, spread in aumento

Sul mercato obbligazionario prevale una sostanziale stabilità. Il differenziale tra Btp e Bund si porta però a 114 punti, mentre il rendimento del decennale italiano raggiunge il 4,36%, contro il 3,42% del corrispondente titolo tedesco.

In Francia, il tasso del decennale si attesta al 4,94%. Sul versante valutario, invece, l'euro rimane vicino ai livelli precedenti e viene scambiato a 1,1215 dollari.


Energia e inflazione tornano al centro

A pesare sul clima degli operatori sono soprattutto le quotazioni dell'energia, che alimentano il timore di una nuova accelerazione dell'inflazione. Il Wti avanza del 4,1%, a 107,96 dollari, mentre il Brent sale dell'1,6% fino a 111,27 dollari.

Anche il gas registra un rialzo: ad Amsterdam il prezzo cresce dell'1,6% e arriva a 89,50 euro al megawattora. Le utility, sostenute dal movimento delle quotazioni energetiche, sono tra i pochi comparti in progresso, con un aumento dello 0,2%.

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Borse europee sotto pressione

Nel complesso, lo Stoxx 600 lascia sul terreno lo 0,7%. Francoforte arretra dell'1%, Parigi dello 0,7%, Londra dello 0,6% e Madrid dello 0,3%, in una seduta caratterizzata da una diffusa prudenza.

Il comparto tecnologico è il più penalizzato, con una flessione del 2,1%. A indebolire il sentiment contribuiscono anche le perplessità sulla capacità degli investimenti legati all'intelligenza artificiale e ai data center di mantenere gli attuali ritmi.


Banche deboli, segnali dalla Germania

Le vendite coinvolgono anche il settore finanziario: le banche cedono l'1,3%, mentre le assicurazioni arretrano dello 0,22%. La cautela degli investitori trova un ulteriore elemento di conferma nei dati tedeschi.

In Germania, infatti, le aspettative degli operatori sono diminuite più di quanto previsto. Il dato si aggiunge alle preoccupazioni già presenti sui mercati e contribuisce alla debolezza dei principali listini continentali.

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