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Economia 2 min di lettura3 ore fa

Petrolio oltre 110 dollari, Borse europee ancora in affanno: cosa pesa

I mercati guardano ai risultati di Netflix, Meta e Tesla mentre le tensioni geopolitiche riaccendono la corsa del greggio

Il nuovo balzo del petrolio aggiunge pressione a una seduta già difficile per i listini europei. Il Brent è risalito oltre i 110 dollari al barile, mentre gli investitori restano prudenti sui titoli tecnologici in attesa dei risultati trimestrali delle principali società del settore.

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Il greggio torna al centro della scena

Dall’inizio dell’anno il Brent ha guadagnato circa l’80%, avvicinandosi ai livelli più elevati degli ultimi cinque mesi. A spingere le quotazioni sono soprattutto l’aggravarsi dei conflitti in Medio Oriente e tra Russia e Ucraina, fattori che continuano a mettere a rischio la regolarità delle forniture energetiche.

La ripresa degli attacchi contro navi cisterna e impianti strategici mantiene alta la componente geopolitica del prezzo. Gli operatori seguono in particolare l’eventualità di nuove azioni iraniane nello Stretto di Hormuz, pur verificando se i flussi di greggio dal Golfo Persico riusciranno a conservare la loro tenuta.

Mohammad Reza Aref, primo vicepresidente dell’Iran, aveva affermato ieri che il Paese «non ha altra scelta» se non rafforzare il proprio controllo sullo Stretto di Hormuz per proteggere la sicurezza nazionale. Nonostante la nuova fiammata delle ostilità nell’area, le esportazioni di greggio dal Golfo proseguono a ritmi sostenuti.

Il segretario all’Energia degli Stati Uniti Chris Wright ha riferito a Fox News che i flussi sono risaliti a circa l’80% dei livelli precedenti alla guerra. Restano invece contenute le spedizioni di prodotti raffinati.


Milano scivola sotto quota 49mila

Sul fronte azionario, Piazza Affari registra la flessione più pesante tra i principali mercati europei. Il FTSE MIB è sceso sotto i 49mila punti, aggiornando i minimi da fine maggio; in rosso anche il DAX 40 di Francoforte e il CAC 40 di Parigi.

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A Parigi la seduta coincide con il voto parlamentare sulla prima parte della legge di bilancio, mentre in diversi Paesi europei le proteste contribuiscono a mantenere elevata l’incertezza. L’andamento del Vecchio Continente segue quello dei mercati asiatici: il Nikkei ha terminato le contrattazioni con una perdita dell’1,3%.


Titoli tecnologici sotto esame

Il comparto tecnologico rimane osservato speciale dopo il forte arretramento della vigilia. Il mercato mette in discussione la solidità dei rialzi accumulati dai produttori di chip e dai fornitori di programmi legati all’intelligenza artificiale, proprio mentre la nuova stagione dei bilanci dovrà confermare la sostenibilità di quelle valutazioni.

Tra gli appuntamenti più attesi figurano i conti di Netflix, General Electric, General Motors e 3M. Mercoledì sarà il turno di Ibm, Meta e Tesla, mentre per la settimana successiva sono attesi i risultati delle altre grandi società tecnologiche.

Sul piano macroeconomico, l’attenzione è rivolta anche alla pubblicazione dei dati sul tasso di disoccupazione nel Regno Unito. Le cifre sul lavoro e i bilanci societari potrebbero offrire indicazioni decisive sull’umore degli investitori, in una fase in cui tecnologia e rischi geopolitici stanno rendendo più instabile il quadro dei mercati.

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