Ora solare, il conto dell’estate: 90 milioni risparmiati nel 2026
Il cambio di orario chiude sette mesi con 300 milioni di kWh consumati in meno e 140 mila tonnellate di CO2 non emesse.
Il passaggio all’ora solare è fissato nella notte tra sabato e domenica, quando terminerà il periodo di ora legale del 2026. Secondo Terna, nei sette mesi appena conclusi il minor utilizzo di elettricità ha prodotto un beneficio economico superiore a 90 milioni di euro.
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Un risparmio da 300 milioni di kWh
Tra il 29 marzo e il 25 ottobre, l’ora legale ha ridotto la richiesta complessiva di energia elettrica di circa 300 milioni di kWh. Terna, che gestisce la rete nazionale di trasmissione, paragona questa quantità al fabbisogno medio annuo di circa 115 mila famiglie.
La stima economica è stata elaborata utilizzando il prezzo medio del kilowattora applicato nel 2026 al cliente domestico tipo in maggior tutela. In base ai dati dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, il valore è stato pari a 31,4 centesimi di euro, tasse comprese.
Meno consumi, meno emissioni
L’effetto del cambio stagionale dell’orario non riguarda soltanto le bollette. La riduzione dei consumi registrata nel periodo di ora legale ha evitato, secondo le valutazioni di Terna, l’immissione nell’atmosfera di circa 140 mila tonnellate di CO2.
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Il dato si riferisce all’intero arco dei sette mesi durante i quali le giornate hanno beneficiato di più ore di luce serale. Con il ritorno all’ora solare, previsto tra sabato e domenica, si conclude quindi la fase del 2026 considerata nell’analisi.
Il bilancio dal 2004 in poi
L’osservazione di Terna prende in considerazione anche un periodo più ampio. Dal 2004 al 2026, l’adozione dell’ora legale avrebbe permesso all’Italia di utilizzare oltre 12,3 miliardi di kWh in meno.
Nello stesso intervallo, il risparmio complessivo per i cittadini è stato quantificato in circa 2,4 miliardi di euro. Si tratta della somma dei benefici economici associati ai minori consumi elettrici rilevati negli anni esaminati.
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