Mobilità, il conto del Pnrr: 190 opere oltre il 2030
Il Piano ha mobilitato 34 miliardi per trasporti e infrastrutture, ma molti interventi prioritari resteranno aperti anche dopo la scadenza del programma.
Il vero nodo del Pnrr sulla mobilità non riguarda soltanto le risorse già messe in campo, ma anche i tempi necessari per trasformarle in opere concluse. Sono infatti 190 gli interventi considerati prioritari da Unioncamere, con una parte dei cantieri destinata a superare il 2030.
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Il peso degli investimenti sulla mobilità
Secondo gli ultimi Libri Bianchi realizzati da Uniontrasporti, società controllata da Unioncamere, il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha destinato al settore 34 miliardi di euro. Più di un terzo di questa somma riguarda il Mezzogiorno, mentre circa tre quarti degli interventi producono effetti diretti sulla transizione ecologica.
L’impatto del programma non si limita ai finanziamenti. Il pacchetto comprende anche dieci riforme strutturali e nuove modalità per l’apertura dei cantieri, oltre a strumenti pensati per verificare l’avanzamento dei lavori e seguirne l’attuazione.
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Cantieri aperti anche dopo il Piano
La consistenza degli stanziamenti non coincide però con la conclusione delle opere. La mappa elaborata da Unioncamere individua 190 interventi prioritari la cui chiusura, in diversi casi, è prevista oltre il 2030: una prospettiva che rende decisiva la gestione della fase successiva al Pnrr.
Su questo passaggio Confindustria richiama una responsabilità politica e collega la prosecuzione degli investimenti alla competitività delle imprese. «Il dopo-Piano è una scelta politica, serve al rilancio del made in Italy nel mondo», sostiene l’associazione, indicando nel periodo successivo al programma una fase determinante per portare a termine i progetti e rafforzare il sistema produttivo.
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