Ocse, l’allarme di Cormann: la spinta del Pil si sta spegnendo
Il segretario generale avverte che la tenuta dell’economia mondiale è ancora superiore alle attese, ma i margini per assorbire nuovi shock si stanno riducendo rapidamente.
La congiuntura internazionale ha mostrato una resistenza superiore alle previsioni, però la protezione che ha aiutato a smorzare gli effetti della crisi energetica sta venendo meno. È il quadro tracciato a Parigi dall’Ocse, nel momento in cui sono state diffuse le Prospettive economiche intermedie.
Crescita regge, ma meno margine
Mathias Cormann ha parlato di una fase in cui la dinamica dell’attività economica appare già più fragile rispetto al 2023 e con i prezzi tornati a correre. Per questo, ha spiegato, i governi dovrebbero concentrare gli aiuti su chi ne ha davvero bisogno e riportare i conti pubblici entro un sentiero più stabile.
La ricetta indicata dall’Ocse
Nel suo messaggio, il segretario generale ha legato la tenuta futura dell’economia a tre leve precise: competenze più forti, fonti energetiche meno concentrate e un’adozione più veloce dell’intelligenza artificiale. Solo così, secondo Cormann, si possono costruire basi solide per una crescita di lungo periodo.
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La stessa indicazione arriva mentre l’organizzazione rileva un raffreddamento della crescita globale e una nuova accelerazione dell’inflazione. Il punto, dunque, non è solo reggere nell’immediato, ma evitare che il sostegno pubblico si traduca in squilibri difficili da correggere in seguito.
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