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Economia 1 min di lettura2 ore fa

Non alimentare, la spesa cambia: IA, outlet e benessere in ascesa

Nel 2025 i consumi non alimentari superano i 112,3 miliardi, ma avanzano soltanto dello 0,6%: gli italiani selezionano di più prodotti, canali e occasioni d’acquisto.

La spesa degli italiani per i prodotti non alimentari resta sopra quota 112,3 miliardi nel 2025, ma l’aumento è contenuto allo 0,6% rispetto all’anno precedente. Il dato fotografa un mercato apparentemente stabile, dietro il quale si sta però modificando il modo di comprare.


Più attenzione prima dell’acquisto

I consumatori mostrano maggiore prudenza e valutano con più cura le uscite destinate ai comparti non alimentari. Anche l’intelligenza artificiale entra nel percorso di scelta, come strumento per confrontare informazioni e orientarsi prima di spendere.

La selezione riguarda sia i prodotti sia i luoghi in cui acquistarli. Il quadro suggerisce una domanda meno uniforme, nella quale convenienza, utilità e possibilità di trovare occasioni assumono un peso crescente.


Outlet e periferie guadagnano terreno

Nel 2025 risultano più dinamici gli outlet e i punti vendita collocati nelle aree periferiche, mentre rallenta il centro urbano. La distribuzione cambia quindi insieme alle abitudini di consumo, con una parte degli acquisti che si sposta verso formule percepite come più convenienti.

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Tra i comparti che trovano spazio nel carrello compaiono il benessere e i giocattoli. Al contrario, l’elettronica registra un rallentamento, contribuendo alla ricomposizione interna di un mercato che nel complesso cresce soltanto in misura limitata.


Un mercato stabile solo in apparenza

I dati provengono dall’Osservatorio Non Food di GS1 Italy, che ogni anno esamina consumi e distribuzione nei principali settori non alimentari. La variazione positiva del valore complessivo, da sola, non restituisce dunque l’intero quadro.

La fotografia del 2025 è quella di acquisti ancora consistenti, ma più ponderati e distribuiti in modo diverso tra categorie e canali. La sostanziale tenuta della spesa nasconde così una trasformazione delle priorità e delle modalità con cui gli italiani cercano e scelgono i prodotti.

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