Negozi italiani oltre confine: il franchising prepara la nuova corsa
Le reti italiane progettano nuove aperture nei prossimi anni, mentre abbigliamento, ristorazione e servizi guidano l’espansione internazionale.
Facile.it si prepara a rafforzare la propria presenza sul territorio: dai 290 negozi attuali, tra sedi dirette e affiliate, il marchio punta a raggiungere quota 307 entro la fine dell’anno. Le prossime aperture interesseranno soprattutto Piemonte e Mezzogiorno, con circa 60 nuovi punti vendita distribuiti tra Puglia, Calabria, Campania, Molise e Abruzzo.
Eugenio De Marco, responsabile del canale fisico di Facile.it, ha spiegato che la crescita servirà a portare più vicino ai consumatori la consulenza su mutui, prestiti, assicurazioni automobilistiche, utenze energetiche, noleggio a lungo termine e carte di credito. Le regioni meridionali, ha aggiunto, sono tra le aree oggi meno coperte dalla rete.
Le aperture resistono alla frenata
Il commercio moderno in Italia genera un giro d’affari di 39 miliardi di euro e impiega 327mila persone, il 12% in più, attraverso quasi 62.500 esercizi. Anche il franchising risente però del rallentamento della domanda: nei primi otto mesi del 2026 i consumi hanno segnato una contrazione dello 0,6% secondo il Retailer Barometer Confimprese-Jakala.
La rete in affiliazione mostra tuttavia una tenuta superiore rispetto all’andamento complessivo del commercio. Federfranchising ha rilevato nell’ultimo anno un incremento dell’8% dei punti vendita, mentre le stime per la fine del 2026 indicano una crescita delle vendite dello 0,7% a parità di rete, contro il precedente +0,4%.
Le aziende associate a Confimprese confermano una strategia orientata al medio periodo: l’86% manterrà il programma di aperture fissato all’inizio dell’anno, mentre il restante 14% lo ridimensionerà. La pianificazione, in molti casi, copre un orizzonte compreso tra tre e cinque anni, nonostante la debolezza temporanea dei consumi.
L’estero diventa una priorità
Nei prossimi tre anni almeno un quinto dei marchi italiani in franchising prevede di entrare in nuovi mercati internazionali. Questo gruppo si aggiungerà al 41% delle catene che già operano oltre i confini nazionali, segnalando una propensione crescente alla diversificazione geografica.
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L’abbigliamento è il comparto più proiettato verso l’estero, con una quota del 58%, seguito dalla ristorazione al 56%, dall’arredamento al 55% e dai servizi dedicati alla cura della persona al 53%. Molto più limitata risulta invece la presenza internazionale della grande distribuzione organizzata, ferma al 9%.
Secondo Massimiliano Maffioli, presidente di Assofranchising, l’espansione internazionale richiede alle reti di misurarsi con regole, abitudini di consumo e caratteristiche dei mercati differenti. «L’internazionalizzazione rappresenta una prospettiva strategica per molte reti», ha osservato, indicando nella costruzione di relazioni e scambi uno strumento per sostenere le imprese italiane all’estero.
Milano riunisce marchi e operatori
I dati sono stati presentati durante la 39esima edizione del Salone Franchising Milano, in programma fino al 3 ottobre all’Allianz MiCo e organizzato da Fiera Milano. La manifestazione riunisce 121 marchi, tra cui 15 realtà straniere provenienti da 11 Paesi.
Per Mario Resca, presidente di Confimprese, la difficoltà principale non riguarda il comparto commerciale in sé, ma la fiducia delle famiglie. «Ciò che manca è la serenità necessaria perché le famiglie tornino a consumare con prospettive di medio periodo», ha dichiarato, sottolineando come i programmi di sviluppo delle imprese continuino comunque a sostenere l’ampliamento delle reti.
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