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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Acqua, oltre 2,2 miliardi per 59 opere: la spinta del Pnrr

Il finanziamento pubblico attiva investimenti in 17 Regioni, con una quota superiore alla soglia minima destinata al Mezzogiorno

La sicurezza dell’approvvigionamento idrico resta una delle priorità del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Attraverso il PNIISSI sono già stati programmati e finanziati interventi per più di 6 miliardi di euro sull’intero territorio nazionale, mentre la nuova fase punta ora a trasformare le risorse assegnate in opere realizzate.


La rete idrica mobilita nuove risorse

Con l’assegnazione dei fondi del Pnrr, il comparto può contare su un volume complessivo superiore a 2,2 miliardi di euro. Ai finanziamenti pubblici si sommano infatti circa 683 milioni messi a disposizione direttamente dai soggetti beneficiari, creando un effetto leva sugli investimenti.

La dotazione servirà a sostenere acquedotti, reti e altre infrastrutture dedicate all’acqua, con l’obiettivo di renderle più moderne, affidabili ed efficienti. La fase successiva consiste nell’accelerare l’apertura dei cantieri e nel tradurre gli stanziamenti in interventi concreti.


Al Sud più della quota minima

Il programma coinvolge 59 interventi distribuiti in 17 Regioni. Al Mezzogiorno sono stati indirizzati circa 830 milioni di euro, pari al 53% delle risorse disponibili: una percentuale superiore al limite del 40% fissato dal Piano.

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L’intera disponibilità del Fondo idrico Pnrr è stata assegnata in meno di quattro mesi. Il risultato è stato raggiunto dal Mit insieme a Invitalia, che svolge il ruolo di soggetto gestore del Fondo.


Salvini: ora servono opere

Matteo Salvini ha sottolineato la rapidità con cui si è conclusa la distribuzione delle risorse e la possibilità di attirare ulteriori finanziamenti sui territori. Il vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti ha ricordato che, fin dall’avvio del Pnrr, l’obiettivo del dicastero è stato impiegare integralmente le somme disponibili per evitare che gli stanziamenti destinati alle infrastrutture rimanessero inutilizzati.

Completata l’assegnazione, l’attenzione si sposta dunque sull’attuazione. La priorità indicata dal ministero è far procedere rapidamente i lavori e rafforzare la sicurezza del servizio idrico, all’interno di un’azione che comprende anche la programmazione del PNIISSI.

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