Auto europea in caduta: -21% e Stellantis crolla quasi del 59%
Il comparto automobilistico guida i ribassi sul mercato europeo, mentre energia, tecnologia e materie prime registrano i progressi più ampi.
Il mercato azionario europeo presenta una frattura netta tra i comparti: dall’inizio dell’anno l’auto ha perso il 21,05%, mentre l’indice Stoxx 600 è salito del 6,61%. Nessun altro settore ha registrato una performance altrettanto negativa; anche il lusso, infatti, si è fermato a -17,61%.
L’auto resta il punto debole
La debolezza del comparto emerge soprattutto tra i principali costruttori. Stellantis ha lasciato sul terreno il 58,96%, seguita da Bmw (-41,68%), Volkswagen (-34,83%), Mercedes (-33,87%) e Renault (-30,32%). Tutti questi titoli hanno fatto peggio dell’indice di riferimento.
Il quadro cambia per alcuni gruppi specializzati. Porsche ha contenuto la perdita al 5,74%, mentre Ferrari è riuscita a mantenersi in positivo con un rialzo del 7,78%. Tra i produttori di pneumatici e componenti, Pirelli è salita del 13,89%, Michelin del 16,64% e Valeo del 21,14%.
Energia e tecnologia trainano i listini
All’estremo opposto si trova l’energia legata al petrolio, prima per rendimento con un progresso del 35,24%. Seguono tecnologia (+27,62%), materie prime (+21,86%) e banche (+14,58%), tutti comparti che hanno sovraperformato lo Stoxx 600.
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Più contenuta, ma comunque positiva, la variazione delle utility, cresciute dell’8,25%. Tra i singoli titoli, Enel è scesa dello 0,88%, E.On ha guadagnato il 5,55%, Snam ha ceduto lo 0,74%, Italgas il 13,23% e Terna ha segnato un rialzo dell’1,1%.
Lusso ancora sotto pressione
Nel settore del lusso la maglia nera è Lvmh, in calo del 41,31%. Hermès ha perso il 38,76%, Kering il 29,85% e Taylor Wimpey il 24,28%; tra le società italiane, Moncler ha registrato una flessione del 20,43% e Brunello Cucinelli del 18,53%.
Non tutti i titoli del comparto sono però arretrati. Richemont è salita dell’1,07%, L’Oréal dell’1,68%, mentre Swatch ha guadagnato l’8,2% e Pandora l’11,87%. Telecomunicazioni e assicurazioni hanno avuto movimenti più limitati, rispettivamente con rialzi del 7,73% e del 2,39%.
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