Musixmatch, la sfida ai diritti musicali vale una nuova svolta
La società fondata a Bologna rafforza la propria tecnologia acquisendo Music Reports e punta a rendere più preciso il collegamento tra ascolti, autori e compensi.
Nel 2025 Musixmatch ha raggiunto 83 milioni di euro di fatturato, con un incremento del 10%, e indica un Ebitda di 30 milioni. La società prevede di portare questo risultato a 50 milioni quest’anno, mentre la perdita di poco meno di 20 milioni registrata nello stesso esercizio sarebbe legata all’ammortamento contabile dell’avviamento emerso dopo l’ingresso di TPG. Secondo Max Ciociola, il dato non avrebbe compromesso la capacità dell’azienda di generare cassa.
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La crescita passa dai dati musicali
La società bolognese conta circa un centinaio di dipendenti e lavora con più di 250 mila editori musicali e quasi tre milioni di autori in tutto il mondo. Tra i suoi interlocutori figurano Spotify, Apple Music, YouTube, Amazon Music, Pandora, Snapchat e Instagram.
Musixmatch opera soprattutto nella gestione dei testi delle canzoni e sviluppa strumenti basati sull’intelligenza artificiale destinati ad artisti ed editori che lavorano con le grandi piattaforme digitali. L’obiettivo è rendere più affidabile il percorso che unisce ogni utilizzo musicale ai titolari dei relativi diritti.
Un agente per ogni avente diritto
Per Ciociola, fondatore di Musixmatch, l’evoluzione del settore può partire dalla combinazione tra archivi, dati sugli ascolti e informazioni relative agli autori. La sua visione prevede strumenti capaci di seguire in modo autonomo l’impiego di un brano, individuare i soggetti coinvolti e accompagnare la riscossione dei compensi.
«Ogni avente diritto avrà un agente rilasciato da noi che riconcilia dati, va in tutti i posti dove è andata la musica, raccoglie i diritti, si fa pagare», ha spiegato Ciociola. L’unificazione delle piattaforme, secondo il fondatore, dovrebbe richiedere un anno.
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Il nodo degli ascolti non riconosciuti
La diffusione della musica avviene oggi attraverso canali molto diversi: servizi digitali, radio, televisione, piattaforme video e altri sistemi di distribuzione. Ogni riproduzione porta con sé informazioni utili al calcolo dei diritti, ma i sistemi non comunicano sempre tra loro e la quantità di nuova musica rende difficile mantenere aggiornati gli archivi.
A questo si aggiunge la varietà delle modalità di ascolto. «Almeno il 30% degli ascolti non viene pagato perché mancano le informazioni che connettono i brani ai loro autori», ha affermato Ciociola, sottolineando come l’intelligenza artificiale stia rendendo ancora più rapida la trasformazione del mercato.
L’acquisizione di Music Reports
È in questo contesto che Musixmatch ha rilevato Music Reports, società statunitense attiva nella gestione dei diritti musicali legati alle diverse forme di distribuzione. Le due imprese resteranno non quotate e non hanno reso pubblico il valore dell’operazione.
L’elemento comune è la gestione di grandi volumi di informazioni per collegare l’ascolto di una canzone a chi l’ha scritta, pubblicata o distribuita. Dal 2022 Musixmatch è controllata da TPG, mentre Music Reports fa capo a MidOcean Partners dal 2020: entrambi i fondi sono statunitensi.
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