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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Mini-pacchi dalla Cina, il conto slitta: i 2 euro arrivano nel 2027

Il governo rinvia ancora il prelievo sui piccoli invii extra Ue, mentre da novembre entrerà in vigore una tariffa europea: a gennaio il conto potrebbe arrivare a 7 euro.

La tassa sui pacchi di valore ridotto provenienti da Paesi extra Ue non partirà nei tempi previsti. Il governo ha deciso di rimandare al 1° gennaio 2027 l’introduzione del contributo da 2 euro, mentre il settore della logistica segnala il forte calo dei traffici cargo.

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Il nuovo rinvio passa dalla Camera

Lo slittamento è contenuto in un emendamento dell’esecutivo al decreto Carburanti, attualmente in esame alla Camera. Si tratta di un ulteriore cambio di calendario per una misura inserita nella manovra 2026.

Il contributo era stato pensato per frenare la crescita dell’e-commerce cinese e, allo stesso tempo, aumentare le entrate. Ora la sua applicazione viene spostata all’inizio del 2027, dopo i precedenti rinvii.

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A gennaio il conto può crescere

Sul quadro si aggiunge la nuova tariffa dell’Unione europea, destinata a scattare da novembre. La sovrapposizione delle misure rischia di rendere più onerosa la gestione dei piccoli acquisti internazionali.

In particolare, resta l’ipotesi di tre diversi prelievi concentrati a gennaio, per un esborso complessivo che potrebbe raggiungere 7 euro. Il rischio arriva mentre gli operatori della logistica esercitano pressioni per l’impatto delle nuove regole e per la contrazione dei flussi cargo.

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