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Economia 1 min di lettura36 min fa

Meta, stangata da 25 miliardi: la privacy finisce in tribunale

Una corte del New Mexico ha ritenuto la società responsabile di milioni di violazioni legate alle informazioni fornite agli utenti.

La cifra contestata a Meta arriva a 25 miliardi di dollari, mentre al centro del caso ci sono 43 milioni di presunte violazioni delle norme del New Mexico a tutela dei consumatori. La vicenda riguarda le informazioni diffuse dalla società sulle modalità con cui proteggeva i dati degli utenti.

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Milioni di violazioni contestate

Il mese scorso una giuria aveva stabilito che Meta aveva infranto le leggi statali in 43 milioni di occasioni. Per ciascuna violazione era stata prevista una sanzione pari a 5.000 dollari.

Sulla base di quell’accertamento, un giudice del New Mexico ha disposto il pagamento di 25 miliardi di dollari. Secondo l’accusa, la società avrebbe fornito agli utenti indicazioni ingannevoli sulle proprie pratiche in materia di riservatezza.

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Il caso nato dopo Cambridge Analytica

L’azione legale era stata avviata dal New Mexico nel 2021, in seguito allo scandalo Cambridge Analytica. Lo Stato sosteneva che Meta, la società fondata da Mark Zuckerberg, avesse rappresentato in modo non veritiero il livello di tutela garantito alle persone iscritte ai suoi servizi.

Il procedimento ha quindi messo sotto esame le dichiarazioni dell’azienda sulla gestione delle informazioni personali. La decisione del giudice arriva dopo il verdetto della giuria e chiude, almeno sul piano dell’accertamento finora riferito, il percorso avviato con la causa statale.

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