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Economia 2 min di lettura5 ore fa

Milano, la sfida delle 10mila case: nasce una società comunale

La nuova struttura pubblica gestirà immobili destinati all’affitto a canone calmierato, ma dovrà fare i conti con le poche offerte già arrivate dal mercato.

La parte più difficile deve ancora cominciare: Milano punta a realizzare 10mila abitazioni nell’arco di dieci anni, ma i primi bandi hanno raccolto una risposta limitata. Per sostenere il progetto, il Comune ha avviato la costituzione di una società interamente pubblica dedicata all’edilizia sociale e agli affitti a prezzo accessibile per il ceto medio.


Ora serve una struttura stabile

La Giunta comunale ha approvato le linee guida dell’operazione su proposta di Emmanuel Conte, assessore al Bilancio, al Demanio e al Piano straordinario Casa. Alla nuova società saranno trasferiti gli alloggi destinati a questo obiettivo, insieme a una parte delle risorse patrimoniali dell’amministrazione.

Il progetto societario e il relativo piano economico-finanziario dovrebbero essere pronti entro la fine di ottobre. I documenti dovranno poi passare dal Consiglio comunale, chiamato a esaminarli e ad approvarli.

Conte ha definito il via libera come la conclusione della prima fase di un lavoro sviluppato negli ultimi due anni. Il percorso ha riguardato l’individuazione di aree comunali edificabili, il recupero del patrimonio immobiliare, l’acquisto di abitazioni già esistenti e il sostegno agli inquilini in difficoltà con il pagamento del canone. «Ora vogliamo dare a questo lavoro una struttura capace di andare avanti nel tempo, anche oltre il mandato amministrativo», ha spiegato l’assessore.

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Il nodo delle diecimila abitazioni

La società dovrà trasformare in risultati concreti l’obiettivo annunciato due anni fa: mettere a disposizione 10mila case nei prossimi dieci anni. Per riuscirci, il Comune dovrà prima di tutto verificare quante risorse e quali immobili potranno essere effettivamente destinati al programma.

Un passaggio rilevante è previsto il 26 ottobre, quando saranno aperte le buste relative alla gara per tre aree di grandi dimensioni: San Romanello, Palasharp e Bovisasca. La procedura è stata già prorogata due volte.

Finora, tuttavia, i bandi pubblicati hanno ricevuto pochissime proposte. È questo il principale ostacolo con cui la nuova partecipata dovrà misurarsi mentre prende forma il piano finanziario e viene definita l’organizzazione della società.

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