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Economia 2 min di lettura3 ore fa

Milano, il colpo dei chip spinge Piazza Affari: chi sale e chi cede

Il listino milanese guadagna lo 0,7% mentre i titoli tecnologici corrono; spread in calo, petrolio sotto pressione e banche ancora deboli

Fincantieri arretra del 3,88% e il comparto bancario resta appesantito: Bper perde l’1,7%, Banco Bpm l’1,08%, mentre Intesa, Unicredit e Mps cedono rispettivamente lo 0,65%, lo 0,6% e lo 0,35%. Mediobanca si mantiene invece quasi invariata, a +0,04%.


Banche frenate, Fincantieri sotto pressione

Tra gli istituti quotati a Milano prevale la prudenza, in un quadro che vede soltanto una variazione marginale per Mediobanca. Le vendite sono più evidenti su Bper e Banco Bpm, mentre le flessioni di Intesa, Unicredit e Mps risultano più contenute.

Il ribasso più marcato riguarda però Fincantieri. Il titolo risente di una seduta negativa e lascia sul terreno il 3,88%, distinguendosi in senso opposto rispetto ai principali rialzi del listino.


Chip e infrastrutture trainano i rialzi

A guidare la Borsa sono soprattutto i produttori di semiconduttori: Technoprobe sale del 6,05% e Stm del 5,86%. La spinta arriva anche dall’andamento del Nasdaq, dove Amd avanza del 4,68% e Intel del 4,1%, favorendo l’intero comparto tecnologico europeo.

Prysmian guadagna il 4,93%, sostenuta dall’esposizione alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e ai centri dati. Positivi anche i titoli del cemento, con Buzzi a +2,74% e Cementir a +1,3%, mentre Stellantis cresce del 2,6% grazie alla scia favorevole delle vendite automobilistiche. Ferrari si limita a un progresso dello 0,7%.

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Spread in discesa, petrolio debole

Sul mercato obbligazionario il differenziale tra i titoli decennali italiani e tedeschi scende a 115,9 punti. Il rendimento del Btp cala di 8,6 punti, portandosi al 4,6%, mentre quello del Bund arretra di 6,1 punti fino al 3,44%.

In controtendenza rispetto al greggio si muove Eni, che sale dello 0,75% nonostante il Wti perda il 4,5% a 88,7 dollari al barile e il Brent il 3,1% a 99,14 dollari. Crescono inoltre Enel del 2%, Snam dell’1,66% e Italgas dell’1%, quest’ultima impegnata nell’espansione in Portogallo.


Fed sotto osservazione

A poco più di trenta minuti dalla conclusione degli scambi, il Ftse Mib registra un progresso dello 0,7% e raggiunge quota 50.570. La seduta beneficia del miglioramento mostrato dai mercati europei e da quelli statunitensi.

Il dato sugli occupati negli Stati Uniti, risultato più basso delle attese, alimenta tra gli operatori l’ipotesi che la Federal Reserve possa lasciare invariati i tassi nella riunione del 28 ottobre. È questo il principale elemento che sostiene il clima positivo sui listini nella parte finale delle contrattazioni.

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