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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Mercati Ue, il nodo Deutsche Börse può frenare l’intesa

I ministri finanziari europei puntano a chiudere il compromesso sulla vigilanza comune, ma restano aperti i criteri per decidere quali operatori affidare all’Esma.

Il passaggio decisivo sarà all’Ecofin di venerdì in Lussemburgo, dove i ministri dei Ventisette proveranno a raggiungere un’intesa politica sulla riforma della vigilanza finanziaria europea. Il confronto ruota soprattutto attorno al futuro ruolo dell’Esma e al confine tra controllo nazionale e supervisione comune.

L’accordo, promosso dalla presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue, è considerato vicino, anche se il testo avrebbe ridimensionato l’impostazione iniziale della Commissione europea. L’obiettivo resta rafforzare l’Unione del risparmio e degli investimenti e limitare le differenze tra le autorità dei singoli Paesi.


Esma, poteri più ampi ma selettivi

La riforma assegnerebbe all’Esma una vigilanza diretta su alcuni operatori attivi oltre i confini nazionali, in particolare sulle grandi infrastrutture finanziarie e sui gruppi con una presenza realmente europea. Non tutti gli intermediari, però, verrebbero automaticamente sottratti al controllo delle autorità nazionali.

Il punto più delicato riguarda infatti le condizioni per stabilire quali sedi di negoziazione abbiano una dimensione transfrontaliera sufficiente a rientrare nella supervisione europea. Per altri comparti, come le controparti centrali, i depositari centrali di titoli e i fornitori di servizi legati alle cripto-attività, i criteri sarebbero invece già stati definiti.


Il caso Deutsche Börse pesa sul compromesso

Tra i dossier politicamente più sensibili c’è quello di Deutsche Börse, il gruppo che gestisce la Borsa di Francoforte. La soluzione in discussione permetterebbe alla Germania di lasciare una parte significativa delle attività sotto la vigilanza nazionale, salvo il superamento di determinate soglie di rilevanza sul mercato.

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Berlino ritiene che Deutsche Börse abbia un’attività concentrata soprattutto sul territorio tedesco, a differenza di gruppi come Euronext o Nasdaq, considerati maggiormente distribuiti a livello internazionale. Il compromesso punta quindi a individuare con parametri oggettivi gli operatori davvero paneuropei, evitando un’estensione automatica dei poteri dell’Esma.


Contributi e intesa politica

Resta da definire anche come distribuire tra gli Stati membri i contributi necessari a finanziare il sistema di vigilanza europeo. La questione, insieme ai criteri per classificare le sedi di negoziazione, dovrà essere risolta dai ministri durante il vertice.

Un alto diplomatico dell’Ue ha descritto il testo come un equilibrio che non accontenta ogni capitale su tutti i punti. La presidenza del Consiglio, tuttavia, ritiene che i governi arrivino alla riunione «pronti a chiudere un accordo», con l’obiettivo di ottenere un orientamento generale sul pacchetto.

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