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Economia 2 min di lettura3 ore fa

Mercati, il rischio resta alto: Milano frena sui tecnologici

Le Borse europee provano a recuperare, ma geopolitica, pressione cinese sui semiconduttori e gas oltre 85 euro frenano gli investitori

Il petrolio arretra, mentre il gas supera gli 85 euro per megawattora e mantiene alta l’attenzione sui costi energetici. In questo quadro le Borse europee si muovono con prudenza: Milano, Parigi e Francoforte registrano un lieve progresso, ma a Piazza Affari i titoli tecnologici restano sotto pressione.


La geopolitica limita gli acquisti

A pesare sull’umore dei mercati sono soprattutto le nuove tensioni in Medio Oriente. Donald Trump ha fatto sapere di valutare un possibile intervento al fianco dell’Arabia Saudita contro gli Houthi, sostenuti da Teheran, dopo un ulteriore attacco mortale all’aeroporto internazionale di Riad.

Gli operatori guardano anche agli sviluppi provenienti dagli Stati Uniti. La seduta precedente a Wall Street si è conclusa con risultati contrastanti e ora l’attenzione si concentra sull’avvio della stagione dei conti, con Goldman Sachs, JPMorgan, Citi e Wells Fargo attese alla prova dei risultati trimestrali.


Milano attende banche e lusso

Sul listino milanese Stmicroelectronics, Technoprobe e Prysmian occupano le posizioni più arretrate, penalizzate dalla debolezza mostrata dal comparto dei semiconduttori sui mercati asiatici. Gli investitori seguono intanto la partita tra Intesa Sanpaolo e Banca Monte Paschi Siena: Luigi Lovaglio ha contestato l’offerta guidata da Carlo Messina, ma non ha ancora presentato iniziative alternative né spostato la data dell’assemblea.

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Resta sotto osservazione anche il comparto del lusso. Brunello Cucinelli e Moncler risentono della reazione ai ricavi dei primi nove mesi comunicati da Lvmh, giudicati inferiori alle attese da alcuni analisti. Campari, invece, beneficia dell’incremento della divisione vini e alcolici e si colloca tra i titoli migliori del principale paniere; acquisti anche su Poste Italiane.


Inflazione e dati Usa sotto esame

In Germania l’inflazione annua di settembre è salita al 3,3%, dal 2,9% registrato ad agosto. Il dato arriva mentre gli investitori valutano l’impatto del costo del denaro più elevato e dei rendimenti dei titoli di Stato sulle prospettive economiche.

Dagli Stati Uniti sono attese le cifre di settembre sulle compravendite di abitazioni già esistenti. Il mercato seguirà il dato con particolare attenzione, perché i mutui stanno diventando più onerosi dopo l’aumento dei rendimenti obbligazionari e la stretta della Federal Reserve.

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