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Economia 2 min di lettura4 giorni fa

Mercati, il calo del petrolio riaccende la fiducia: Milano +1%

Le Borse europee avanzano mentre scendono energia e tensioni sui bond, con banche e tecnologia in evidenza a Piazza Affari.

Il raffreddamento delle quotazioni energetiche sostiene i mercati europei, mentre gli investitori seguono i tentativi diplomatici per fermare il conflitto tra Usa e Iran in Medio Oriente. In attesa dell’apertura di Wall Street, indicata in positivo dai future, Milano è tra le piazze più brillanti con un progresso dell’1%.


Petrolio giù, borse ancora in rialzo

L’indice Stoxx 600 guadagna lo 0,4%. Madrid sale dello 0,9%, Francoforte dello 0,6% e Londra dello 0,1%; Parigi, invece, arretra dello 0,08%. A trainare gli scambi sono soprattutto tecnologia, in aumento dell’1,6%, e banche, che avanzano complessivamente dell’1,2%.

Il movimento dei prezzi dell’energia riduce i timori di una nuova spinta sull’inflazione. Il Wti perde l’1,7% a 93,01 dollari al barile, mentre il Brent lascia sul terreno l’1% a 105,55 dollari. Anche il gas è in discesa del 3,9%, a 72,14 euro per megawattora; il comparto energetico cede invece l’1,7%. L’euro si rafforza a 1,1399 sul dollaro, mentre l’oro sale dell’1,2% a 4.310 dollari l’oncia.


A Milano comandano le banche

Piazza Affari beneficia della forza degli istituti di credito e delle attese sulle possibili operazioni di consolidamento. Banco Bpm cresce del 2,4%, mentre Unicredit guadagna il 2,3% in un contesto segnato dalle indiscrezioni su una possibile iniziativa congiunta con Credit Agricole.

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Il rialzo coinvolge anche Bper, in progresso del 2,3%, Mps, che avanza dell’1,3%, e Intesa, a +0,7%. Tra i titoli migliori figurano inoltre Technoprobe, in salita del 3,8%, e Prysmian, che registra un +2,5%. Sul versante opposto Tenaris arretra del 2,1%, Eni dell’1,5% e Ferrari dell’1,3%.


Spread stabile dopo i timori sull’inflazione

Sul mercato obbligazionario prevale la cautela, ma le tensioni si attenuano rispetto ai timori legati al possibile rincaro dell’energia. Il differenziale tra Btp e Bund scende a 92 punti base.

Il rendimento del decennale italiano si colloca al 4,52%, contro il 3,60% del titolo tedesco. Nel complesso, i titoli di Stato restano poco mossi mentre gli operatori valutano l’evoluzione dello scenario geopolitico e l’impatto delle materie prime.

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