Mediobanca, il passaggio decisivo: Lovaglio punta alla fusione
Il progetto sostenuto dal vertice di Mps dovrà superare il voto dei soci il 29 ottobre, mentre Intesa Sanpaolo guarda con contrarietà all’operazione.
Il futuro di Mediobanca passa da una decisione attesa per il 29 ottobre. Quel giorno l’assemblea dei soci di Mps sarà chiamata a esprimersi sulla fusione sostenuta dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio, in un’operazione che non incontra il favore di Intesa Sanpaolo.
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Il voto che può cambiare gli equilibri
La consultazione rappresenta il passaggio centrale del progetto che Lovaglio sta cercando di portare a compimento. L’esito dell’assemblea stabilirà se l’ipotesi di integrazione potrà avanzare oppure fermarsi davanti al giudizio degli azionisti.
La data è quindi destinata a segnare una svolta per Mediobanca, la banca legata alla storia di Enrico Cuccia. Sullo sfondo resta la posizione contraria di Intesa Sanpaolo, elemento che rende ancora più delicato il confronto sull’operazione.
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Dal bilancio record alla svolta
Soltanto due anni fa, sotto la guida dell’amministratore delegato Alberto Nagel e del presidente Renato Pagliaro, l’assemblea di Mediobanca aveva approvato un bilancio dai risultati senza precedenti. L’utile netto indicato allora ammontava a 1,274 miliardi.
Da quel momento, tuttavia, il percorso dell’istituto ha assunto una direzione inattesa. Il voto del 29 ottobre riporta così al centro il destino di Mediobanca e il progetto di fusione promosso dal vertice di Mps.
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