Crisi d’impresa, 9.869 liquidazioni: il nodo dei debiti
Nel 2025 aumentano sia le liquidazioni giudiziali sia gli strumenti per affrontare l’insolvenza, mentre Eurispes richiama i rischi di una gestione impropria.
Il sistema produttivo italiano registra un nuovo peggioramento sul fronte delle crisi aziendali. A fine 2025 le liquidazioni giudiziali hanno raggiunto quota 9.869, con una crescita del 7,2% rispetto all’anno precedente, mentre il totale delle procedure legate alle diverse forme di crisi è salito a 13.470, segnando un aumento del 15,5%.
A preoccupare Eurispes non è soltanto la quantità delle imprese coinvolte, ma anche il possibile effetto di un uso scorretto degli strumenti introdotti per affrontare l’insolvenza. Lo studio, realizzato utilizzando dati Unioncamere e l’indagine Cribis, avverte che tali meccanismi potrebbero trasformarsi in una sorta di “indulto” prodotto dal sistema stesso, con la cancellazione di debiti anche molto elevati a danno dei creditori e della collettività.
Douglas
-20% su tanti prodotti da Douglas
Liquidazioni e crisi sono in aumento
Il numero delle liquidazioni giudiziali è cresciuto di 663 unità in un anno, passando dal dato del 2024 a quello registrato nel 2025. Considerando anche le altre tipologie di crisi, il bilancio complessivo arriva invece a 13.470 casi.
Il rapporto sottolinea inoltre la vulnerabilità delle nuove attività economiche: circa un’impresa su cinque interrompe il proprio percorso entro i primi due anni dalla nascita. Per Eurispes, questo dato conferma la fragilità strutturale del tessuto imprenditoriale nazionale.
Più domande per gestire l’insolvenza
Nel corso del 2025 è aumentato anche il ricorso alle procedure previste dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Le istanze di composizione negoziata hanno superato quota 1.776, diventando lo strumento più utilizzato tra quelli considerati nello studio.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
In crescita anche il concordato semplificato, passato dalle 85 richieste del 2024 alle 143 presentate nel 2025. L’incremento segnala una maggiore ricerca di soluzioni per affrontare le difficoltà, ma rende ancora più importante il controllo sul loro utilizzo.
Il rischio per creditori ed Erario
Secondo l’analisi, una gestione non corretta delle procedure potrebbe consentire di ridurre drasticamente, fino ad azzerare, esposizioni accumulate nel tempo. I debiti possono riguardare soggetti privati, ma anche lo Stato e soprattutto l’Erario.
Eurispes evidenzia quindi una conseguenza che supererebbe gli interessi delle singole aziende: il costo di eventuali abusi ricadrebbe sull’intera comunità. La crescita delle procedure rende centrale assicurare che gli strumenti di regolazione della crisi siano applicati con rigore e senza trasformarsi in una via automatica per sottrarsi agli obblighi finanziari.
Continua a leggere
Italia più longeva, ma la povertà resta il nervo scoperto
Il rapporto Bes fotografa progressi in salute, occupazione e redditi, ma segnala ancora forti divari territoriali e oltre 5,4 milioni di persone in povertà assoluta nel 2025
Italia, più reddito ma vecchie fratture: i numeri del Bes 2026
Il quadro dell’Istat mostra progressi su redditi, occupazione e aspettativa di vita, ma anche povertà persistente, lavoro instabile, divari territoriali e difficoltà nei servizi essenziali.
Funzioni locali, il rinnovo vale quasi 1 miliardo l’anno: cifre e rilievi
L’intesa per il periodo 2025-2027 prevede incrementi salariali del 5,4%, ma la Corte dei Conti ha accompagnato il via libera con indicazioni precise.
Benzina a 2,018 euro: il pieno resta quasi invariato
Le nuove rilevazioni del Mimit mostrano variazioni minime sulla rete stradale, mentre in autostrada i valori rimangono leggermente più elevati.