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Economia 1 min di lettura2 ore fa

Manovra, il nodo pensioni riapre: la Lega rilancia Quota 100

Giorgetti richiama i partiti ai limiti delle risorse, mentre la Lega propone un’uscita a 64 anni e la Cisl mette in guardia dai bonus elettorali.

Il confronto sulla prossima manovra si accende soprattutto sul capitolo previdenziale. Al congresso della Lega, a Milano, è tornata sul tavolo l’ipotesi di una nuova Quota 100: pensione a 64 anni con almeno 36 anni di contributi, accessibile anche a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996.

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La Lega rilancia sull’uscita anticipata

La proposta leghista punta a creare una nuova possibilità di pensionamento anticipato, con requisiti anagrafici e contributivi diversi rispetto alle formule attualmente in discussione. Il meccanismo immaginato consentirebbe di lasciare il lavoro a chi raggiunge 64 anni e ha accumulato 36 anni di versamenti.

Un elemento centrale della proposta riguarda la platea interessata: la misura sarebbe aperta anche ai lavoratori che hanno cominciato la propria carriera prima del 1996. Il rilancio è arrivato mentre il governo sta ancora definendo le priorità e le coperture della legge di bilancio.

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Giorgetti avverte sui margini ridotti

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha invitato i partiti a tenere conto delle risorse disponibili, spiegando che «la coperta è corta». Il richiamo segnala la necessità di selezionare gli interventi, evitando che ogni richiesta politica si trasformi automaticamente in una nuova spesa.

Giorgetti ha inoltre descritto l’impostazione della manovra come “targhettizzata” e resta in attesa di indicazioni dall’Europa sul margine di flessibilità utilizzabile. Sul confronto è intervenuta anche Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, contraria a misure concepite come vantaggi temporanei in vista del voto: «No ai bonus elettorali».

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