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Economia 3 min di lettura1 ora fa

Manovra, il fronte dei sacrifici si allarga: 5 miliardi dal settore finanziario

Il piano da 23,5 miliardi punta su famiglie e welfare, ma affida a banche e assicurazioni una quota rilevante delle coperture

Le opposizioni leggono il Documento programmatico di bilancio come la prova delle difficoltà economiche del governo. Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito democratico, contesta una crescita giudicata debole, l'aumento del debito e la stagnazione dei salari reali. Di segno opposto la posizione di Giorgio Salvitti, deputato di Fratelli d'Italia, secondo cui vengono selezionati soltanto gli indicatori utili a rappresentare «l'apocalisse economica alle porte».

Angelo Bonelli, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, concentra invece la critica sul rapporto tra difesa e sanità: a suo giudizio, per Giorgia Meloni «un carro armato vale più di cinque pronto soccorso». Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, difende la linea della maggioranza e sostiene che le risorse disponibili debbano essere trasformate in interventi concreti per i cittadini.

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Bruxelles può cambiare gli equilibri

Il quadro potrebbe ancora essere ritoccato durante il confronto con le autorità europee. Il documento chiarisce infatti che la configurazione definitiva delle misure dipenderà dagli esiti delle interlocuzioni in corso, mentre Giorgia Meloni si trova a Bruxelles per il Consiglio europeo e punta a ottenere ulteriore spazio di bilancio.

La prudenza riflette un contesto segnato da tensioni geopolitiche, instabilità energetica, inflazione e pressioni sui titoli di Stato. Per questo l'attuale impostazione risulta più contenuta rispetto alle aspettative di una parte della maggioranza e viene considerata la manovra meno ampia degli ultimi quattro anni.


Banche colte di sorpresa dal conto

Il contributo richiesto al comparto finanziario rappresenta uno dei nodi più delicati. Banche e compagnie assicurative dovrebbero versare 5 miliardi nel 2027, mentre sull'intero triennio la somma arriverebbe quasi a 11 miliardi. L'indicazione era stata anticipata da alcuni esponenti dell'esecutivo, tra cui Matteo Salvini, ma la sua formalizzazione ha provocato forte perplessità nel settore.

Non risultano commenti ufficiali, ma dagli ambienti bancari emerge il malumore per un nuovo esborso, dopo l'intesa dello scorso anno che aveva fissato un impegno triennale da 10 miliardi di euro. Secondo le ricostruzioni disponibili, la richiesta sarebbe arrivata senza un confronto preventivo e senza chiarire come distribuire il peso tra istituti di credito, assicurazioni e altre eventuali società finanziarie.

Restano inoltre da definire gli strumenti con cui il prelievo verrebbe applicato. Tra le ipotesi figurano nuovamente le Dta, cioè i crediti utilizzabili fiscalmente negli anni successivi, oppure altri interventi sugli istituti. Forza Italia esclude una tassa sugli extraprofitti e chiede che ogni soluzione venga concordata con il comparto; Claudio Borghi, invece, ha definito il documento «un segnale positivo».

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Famiglie e welfare guidano la spesa

Le politiche familiari e gli interventi sociali costituiscono la voce più consistente della tabella, con 5 miliardi destinati a sostenere il potere d'acquisto e le persone più fragili. Alla difesa sono assegnati 4,5 miliardi, una cifra collegata alla flessibilità dello 0,3% del prodotto interno lordo prevista dalla Nec: lo 0,1% risulta già incluso nelle proiezioni tendenziali.

Per la sanità sono previsti 2,4 miliardi, mentre infrastrutture ed energia assorbono 3,1 miliardi. Una parte della flessibilità destinata al comparto energetico confluirà proprio in questo capitolo, secondo la ripartizione indicata nel documento.

Sul versante fiscale, lo stanziamento ammonta a 2,16 miliardi e appare insufficiente a coprire tutte le richieste già avanzate nella maggioranza. La sola estensione dell'aliquota Irpef del 33% fino a 60mila euro avrebbe un costo di 2,7 miliardi; restano inoltre sul tavolo la flat tax fino a 100mila euro, il regime agevolato per i giovani, la detassazione delle tredicesime e quella degli aumenti previsti dai rinnovi contrattuali.


Il quadro complessivo resta da definire

Nel complesso, la manovra vale 23,5 miliardi di euro. I ministeri dovrebbero contribuire alle coperture con riduzioni superiori a un miliardo, mentre anche il settore dei giochi è chiamato a partecipare al finanziamento delle misure.

Il comparto energetico, al contrario, avrebbe evitato un ulteriore aggravio dopo l'introduzione del price cap volontario sui carburanti. Il Documento programmatico di bilancio, trasmesso nella notte dal Tesoro alla Commissione europea, offre così l'impianto iniziale dell'intervento, ma lascia ancora aperti importi, modalità e distribuzione definitiva dei sacrifici.

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