8.000Lettori online ora
Economia 2 min di lettura1 ora fa

Manovra, il bivio dei conti: meno deficit ma debito ancora in salita

Il Dpfp fissa crescita, debito e disavanzo per la prossima legge di bilancio e apre la strada a interventi su Irpef, casa, salari, difesa ed energia.

Il governo prepara la prossima manovra partendo da un quadro ancora stretto: alcune agevolazioni sono allo studio, ma i margini dipendono dall’andamento del deficit e dal percorso del debito. Tra le ipotesi figurano interventi fiscali per famiglie e giovani, oltre alla conferma di misure per le abitazioni.


Le misure ancora in fase di esame

Una delle proposte riguarda l’estensione della riduzione della seconda aliquota Irpef ai contribuenti con redditi fino a 60.000 euro. Per i giovani si valuta inoltre un’imposta del 5% sugli aumenti salariali.

Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di applicare, con limiti ancora da definire, la cedolare secca agli esercizi commerciali. Per le abitazioni principali potrebbe essere mantenuto il bonus casa al 50%, con la possibilità di innalzarlo al 65%.


Difesa ed energia cambiano i calcoli

La maggioranza ha raggiunto un’intesa sull’impiego parziale della clausola nazionale di salvaguardia per finanziare gli interventi destinati a difesa ed energia. La somma complessiva prevista è di 28 miliardi, inferiore ai 36 miliardi considerati in precedenza.

Il maggior disavanzo sarebbe distribuito in parti uguali nei due anni: 7 miliardi per la difesa e 7 miliardi per l’energia nel 2027, con lo stesso riparto nel 2028. Nei conteggi europei è previsto uno scorporo dello 0,6% per queste spese.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Crescita debole, debito ai massimi

Secondo le cifre illustrate dopo il Consiglio dei ministri, l’economia dovrebbe crescere di circa l’1% nel 2026, per poi rallentare allo 0,8%. Il debito pubblico, invece, continuerebbe a salire fino a raggiungere il 138,6% del Pil nel 2027.

Dopo il picco, il rapporto tra debito e prodotto dovrebbe tornare a diminuire. Anche il deficit è destinato a diventare decisivo: nel 2026 è atteso sotto il 3% del Pil, mentre per gli anni successivi il trattamento delle spese aggiuntive potrebbe consentire un rientro nei parametri europei.


L’obiettivo resta uscire dalla procedura

Il disavanzo effettivo dovrebbe restare oltre il 3% del Pil sia nel 2027 sia nel 2028. Considerando però la correzione dello 0,6% ammessa per difesa ed energia, il valore utilizzato nei calcoli dell’Unione europea scenderebbe al 2,8% nel 2027 e al 2,7% nel 2028.

È su questa traiettoria che il governo punta per avvicinarsi all’uscita dalla procedura europea per disavanzo eccessivo. Il Dpfp definisce quindi il perimetro finanziario entro cui saranno costruite le scelte della prossima manovra.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere