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Economia 1 min di lettura36 min fa

Manovra, i conti restano appesi a Bruxelles: Meloni frena sui partiti

Il vertice di maggioranza si chiude senza una svolta: il governo attende dall’Unione europea indicazioni sulla flessibilità e prepara una linea più severa sulle richieste interne.

La legge di bilancio resta sospesa alle risposte attese da Bruxelles entro la fine della settimana. Al termine del vertice di maggioranza, durato fino alle 21.30 a Palazzo Chigi, Giorgia Meloni ha scelto una formula prudente: «Vediamo come va, aggiorniamoci».

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Bruxelles decide il margine di spesa

Il nodo principale riguarda le risorse effettivamente utilizzabili dal governo. Dei 23,5 miliardi complessivi della manovra, 7 dipendono dalle indicazioni europee sulla flessibilità, tema sul quale l’esecutivo aspetta più risposte entro i prossimi giorni.

L’incertezza sui conti spiega il rinvio delle decisioni definitive. Senza il quadro europeo, la maggioranza deve ancora stabilire quanto spazio ci sarà per finanziare le diverse priorità e per dare forma agli interventi inseriti nella legge di bilancio.

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Partiti sotto pressione al vertice

Durante l’incontro a Palazzo Chigi si è discusso anche di giovani ed energia. Il confronto ha riguardato inoltre le richieste avanzate dai partiti, sulle quali la premier intende mantenere una posizione rigorosa, senza allargare il perimetro della spesa oltre le risorse disponibili.

Tra le voci considerate compare anche un fondo da 100 milioni di euro destinato all’autotrasporto. La misura si inserisce in un quadro ancora da definire, mentre il governo attende il responso dell’Unione europea prima di chiudere l’impianto della manovra.

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