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Economia 2 min di lettura10 ore fa

Banco Bpm, conti in bilico: Jefferies riduce il prezzo obiettivo

Gli analisti prevedono un utile trimestrale più debole e abbassano a 15,3 euro la valutazione della banca, confermando il giudizio neutrale

Il comparto bancario torna sotto i riflettori a Piazza Affari, con Banco Bpm tra i titoli più esposti alle tensioni del momento. La debolezza ha coinvolto anche gli istituti protagonisti delle operazioni straordinarie: Goldstone Capital Limited, sostenuta da investitori qatarioti e azionista di Banca Monte dei Paschi di Siena, insieme a Fondazione Mps, ha dichiarato il proprio sostegno all’offerta pubblica di acquisto di Intesa Sanpaolo su Rocca Salimbeni.

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Il risiko bancario resta decisivo

Secondo Jefferies, Banco Bpm continua a rappresentare uno dei nomi centrali nelle ipotesi di aggregazione del sistema bancario italiano. Credit Agricole, primo azionista dell’istituto, ha manifestato pubblicamente il proprio interesse per una possibile integrazione con Credit Agricole Italia, mentre Mps punta a ottenere il via libera dei soci per un’offerta sul capitale di Banco Bpm.

Le prospettive di fusione e acquisizione, tuttavia, non bastano a modificare la prudenza degli analisti. Jefferies ritiene che la banca disponga di meno possibili elementi di svolta rispetto ad altri istituti di media capitalizzazione e segnala una valutazione più elevata: il rapporto prezzo/utili previsto per il 2028 è pari a 9,6 volte, contro 8,3 volte per Intesa Sanpaolo e 9,4 volte per Bper.


Un trimestre visto in frenata

Il punto più delicato riguarda i risultati attesi per il terzo trimestre. Jefferies stima un utile netto di circa 440 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 581 milioni registrati nel secondo trimestre e inferiore di circa il 2% alle attese condivise dal mercato.

Sul fronte dei ricavi, il margine di interesse dovrebbe crescere soltanto dell’1% rispetto ai tre mesi precedenti. Le commissioni, invece, potrebbero ridursi dell’8%, soprattutto per la minore incidenza dei compensi legati ai risultati e per gli effetti tipici della stagione estiva.

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Capitale e previsioni riviste

Gli analisti prevedono inoltre una contrazione di 20 punti base del coefficiente Cet1, che scenderebbe al 14,2%. A pesare sarebbe soprattutto la valutazione a prezzi di mercato del portafoglio obbligazionario, in un quadro caratterizzato da rendimenti più elevati.

Le stime sull’utile per azione del periodo 2026-2028 sono state abbassate del 3%. L’ipotesi di un Euribor a tre mesi al 2,75% fino al 2028 sostiene in parte il margine di interesse, ma l’effetto viene controbilanciato dai minori proventi dell’attività di negoziazione, dai maggiori costi dei certificati e da altre dinamiche favorevoli.


La Borsa sconta il giudizio

A incidere sui ricavi da negoziazione sarebbero anche l’aumento dei rendimenti obbligazionari e il rincaro dei costi legati ai certificati. In questo scenario, Jefferies conferma il giudizio neutrale su Banco Bpm, ma porta il prezzo obiettivo a 15,3 euro, ipotizzando un costo del capitale proprio del 12%, rispetto all’11,4% precedente.

La seduta negativa dell’istituto si inserisce nella flessione generale del settore: il sottoindice bancario italiano è arrivato a perdere il 2,07%, mentre quello europeo ha ceduto fino all’1,6%. Il ribasso ha coinvolto anche Unicredit, Bper Banca e Mediobanca, rafforzando la pressione sul titolo in vista della pubblicazione dei prossimi conti.

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