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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Kkr, il caso NetCo torna in bilico: l’accusa preliminare della Ue

La Commissione europea contesta al fondo informazioni ritenute non corrette sull’accesso alla rete FiberCop, dopo le segnalazioni di alcuni operatori

L’operazione che ha portato Kkr al controllo della rete fissa di Tim torna sotto esame a Bruxelles. La Commissione europea ritiene in via preliminare che il fondo abbia trasmesso dati «inesatti e fuorvianti» durante la valutazione dell’acquisizione di NetCo, conclusa nel 2024 con il via libera senza condizioni.

Al centro della vicenda ci sono i contratti per l’accesso all’ingrosso alla rete di FiberCop e il loro impatto sui concorrenti che utilizzano quelle infrastrutture per offrire collegamenti internet ai propri clienti.

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L’accusa nasce dai contratti sulla rete

Secondo le denunce presentate da diversi operatori, dopo l’acquisizione FiberCop avrebbe aumentato unilateralmente il corrispettivo previsto da alcuni accordi di lunga durata. Le segnalazioni hanno spinto la Commissione ad aprire, il 24 luglio 2025, un procedimento formale per verificare se le informazioni fornite da Kkr nella precedente istruttoria fossero corrette.

La contestazione riguarda anche la rappresentazione delle clausole contrattuali. In particolare, Bruxelles sostiene provvisoriamente che Kkr, almeno per negligenza, abbia descritto in modo non accurato la permanenza delle condizioni esistenti e la necessità di un’intesa con gli operatori terzi per modificarle.


Il via libera del 2024 può cambiare

L’indagine originaria era partita dopo la notifica presentata da Kkr il 19 aprile 2024 per ottenere il controllo esclusivo di FiberCop. L’operazione aveva concentrato sotto la società le reti di Tim e riguardava anche i servizi di accesso fisso all’ingrosso, forniti sia attraverso infrastrutture in rame sia tramite collegamenti in fibra in Italia.

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La Commissione aveva esaminato il possibile effetto dell’acquisizione sulla concorrenza. I timori espressi dagli operatori riguardavano soprattutto il rischio che FiberCop potesse restringere l’accesso alle infrastrutture passive, cioè agli elementi fisici della rete, oppure peggiorare condizioni e prezzi applicati agli altri fornitori.


Gli impegni avevano rassicurato Bruxelles

Per superare le perplessità dell’esecutivo europeo, Kkr aveva sostenuto che gli accordi già sottoscritti sarebbero rimasti validi. Il fondo aveva inoltre assicurato di non poter interrompere l’accesso all’ingrosso né modificarne unilateralmente i termini.

Sulla base di queste garanzie, il 30 maggio 2024 la Commissione aveva autorizzato l’operazione senza imporre rimedi. La valutazione teneva conto dell’impegno secondo cui le condizioni contrattuali sarebbero potute cambiare soltanto con il consenso delle parti coinvolte.

Ora la comunicazione degli addebiti riapre quel passaggio dell’istruttoria, ma non rappresenta ancora una decisione definitiva. L’esecutivo europeo dovrà proseguire l’esame delle contestazioni prima di stabilire se le informazioni fornite da Kkr abbiano effettivamente violato le regole applicabili.

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