Gas, nuovo scatto a 89 euro: perché il mercato torna in allerta
Le riserve italiane sono quasi al livello-obiettivo, mentre gli stoccaggi europei restano al 74,47% e quelli tedeschi al 61%.
Il mercato europeo del gas torna a guardare con preoccupazione alle tensioni sulle rotte energetiche: ad Amsterdam le quotazioni hanno raggiunto un livello che non si vedeva da quasi tre anni. Il rialzo arriva mentre l’Italia si prepara a chiudere la stagione degli stoccaggi con depositi praticamente pieni.
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L’incidente riaccende le quotazioni
Sul mercato Ttf di Amsterdam, i contratti a termine con consegna a novembre hanno guadagnato l’1,7%, portandosi a 89 euro per megawattora. Si tratta del valore più alto dall’1 dicembre 2022, anche se la quotazione rimane molto distante dal primato di 237,94 euro segnato l’1 agosto dello stesso anno.
A spingere i prezzi è stato l’incidente avvenuto nello stretto di Hormuz. Una petroliera ha urtato una mina navale, provocando un’esplosione a bordo: l’episodio ha alimentato i timori sulla sicurezza dei passaggi strategici per il trasporto delle materie prime energetiche.
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Italia vicina al traguardo invernale
Sul fronte delle riserve, i dati diffusi da Gas Infrastructure Europe indicano che i depositi italiani hanno raggiunto l’89,67% del riempimento, pari a 182,41 terawattora. Il dato è stato rilevato a dieci giorni dalla conclusione della fase di stoccaggio e coincide sostanzialmente con il livello fissato dall’Unione europea e dall’Arera per affrontare i mesi freddi.
Il quadro continentale è tuttavia meno uniforme. Nell’insieme dell’Unione europea le scorte si attestano al 74,47%, equivalenti a 843,65 terawattora, mentre la Germania è ferma al 61%, con riserve pari a 150,91 terawattora: un livello nettamente inferiore a quello italiano.
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