Manovra, 5 miliardi dalle banche: l’Irpef resta fuori
Il Documento programmatico di bilancio indica una finanziaria da 23,5 miliardi, con più risorse per le famiglie e una revisione della spesa dei ministeri
Il punto più atteso della manovra non trova spazio nel primo quadro presentato dal governo: non è previsto alcun taglio dell’Irpef. A pesare sui conti sarà invece un contributo del settore bancario, pari a 5 miliardi di euro.
Douglas
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Una manovra senza il taglio fiscale
Il provvedimento, ancora lontano dal profilo di una grande operazione di fine legislatura, vale complessivamente 23,5 miliardi. La cifra la rende la seconda finanziaria più contenuta tra quelle varate dall’esecutivo nella legislatura.
L’assenza di un intervento sull’Irpef ridimensiona una delle ipotesi più discusse nelle settimane precedenti. Il governo si prepara dunque a concentrare le risorse disponibili su altri capitoli, senza trasformare la legge di bilancio in una riforma organica della tassazione sui redditi.
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Famiglie in cima alle priorità
La quota più consistente della spesa è destinata alle famiglie. Il Documento programmatico di bilancio, trasmesso nella notte tra mercoledì e giovedì al Parlamento e alla Commissione europea, mette quindi al centro il sostegno ai nuclei familiari.
Per finanziare la manovra, oltre al contributo richiesto alle banche, è prevista una riduzione della spesa dei ministeri. La revisione dei bilanci dei dicasteri completa così il quadro delle coperture indicate nel documento, che ora dovrà affrontare l’esame istituzionale.
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