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Economia 3 min di lettura1 ora fa

Manovra, 5 miliardi dalle banche: il conto che divide il governo

Il Dpb prevede una legge di bilancio da 23,5 miliardi nel 2027, ma il settore finanziario contesta l’assenza di un accordo e attende di conoscere la ripartizione dell’onere.

Il contributo richiesto al comparto finanziario rischia di diventare uno dei nodi più delicati della prossima manovra. Il Documento programmatico di bilancio indica infatti 5 miliardi di euro a carico del settore nel 2027, senza chiarire ancora quanto dovranno versare banche, assicurazioni e altre società.

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Banche spiazzate dal nuovo contributo

Gli istituti di credito, secondo quanto riferito da fonti del comparto, non avrebbero ricevuto anticipazioni sulla misura e attendono ora indicazioni precise dal governo. La contrarietà nasce anche dal fatto che l’anno scorso era stato definito un accordo triennale da 10 miliardi di euro.

Il testo trasmesso a Bruxelles parla in termini generali di “settore finanziario” e non stabilisce quindi come distribuire il sacrificio tra i diversi operatori. Il contributo previsto per il 2027 equivale allo 0,21% del prodotto interno lordo; nei due anni successivi sono stimati circa 3 miliardi nel 2028 e oltre 2 miliardi nel 2029.


Una manovra da 23,5 miliardi

Il Dpb delinea una legge di bilancio da circa 23,5 miliardi di euro per il 2027. Le risorse dovrebbero finanziare interventi destinati alle famiglie, alle imprese e agli investimenti, mentre le coperture arriveranno anche da riduzioni di spesa dei ministeri e dal comparto dei giochi.

La voce più consistente riguarda il sostegno alle famiglie e la spesa sociale, con circa 5 miliardi, pari allo 0,21% del Pil. Seguono le misure per la difesa, quantificate in 4,5 miliardi, il sostegno alle imprese con 3,3 miliardi, le infrastrutture con 3,1 miliardi, la sanità con 2,4 miliardi e gli interventi fiscali con 2,16 miliardi.

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Il confronto con Bruxelles resta aperto

Il documento è stato inviato alla Commissione europea e al Parlamento dopo l’approvazione del Consiglio dei ministri. Il ministero dell’Economia ha comunicato l’invio nella notte, precisando che il testo anticipa i contenuti della prossima legge di bilancio e conferma gli obiettivi già fissati nel Documento programmatico di finanza pubblica.

L’Italia prevede di utilizzare la clausola nazionale di salvaguardia per sostenere maggiori spese legate alla difesa e alla sicurezza energetica. La definizione degli interventi resta però collegata al confronto con le autorità europee, chiamate a delimitare l’ambito di applicazione della clausola. Il disavanzo è indicato al 3,4% del Pil nel 2027 e al 3,2% nel 2028, dopo il ritorno sotto la soglia del 3% atteso per l’anno in corso.


Tajani rilancia il taglio delle tasse

Sul fronte politico, Antonio Tajani ha annunciato l’intenzione di proporre agli alleati una serie di interventi per alleggerire il carico fiscale. Tra le ipotesi indicate dal ministro degli Esteri figurano agevolazioni per i giovani, l’estensione dell’abolizione del bollo alle prime automobili e la conferma dell’aliquota Irpef del 33% fino a 60.000 euro di reddito.

Il leader di Forza Italia ha inoltre suggerito di rendere immediatamente utilizzabili le detrazioni per le spese sanitarie, senza dover attendere l’anno successivo. A suo giudizio, il beneficio potrebbe essere riconosciuto attraverso una carta dedicata oppure mediante una detrazione anticipata. Tajani ha infine sostenuto che la Banca centrale europea dovrebbe evitare nuovi aumenti del costo del denaro, considerato l’impatto sull’accesso al credito e sulla crescita.

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