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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Areté punta sulla Francia: la sfida dei prezzi agricoli vale 260 miliardi

Dopo l’apertura in Spagna, la società italiana inaugura una sede a Parigi per assistere direttamente le imprese esposte alle oscillazioni delle materie prime.

Cacao, caffè e oli vegetali hanno mostrato quanto rapidamente possano cambiare i costi lungo la filiera agroalimentare: in alcuni casi, nell’arco di dodici mesi, le quotazioni sono aumentate di oltre il 100%, arrivando a superare il 400%. È in questo scenario che Areté ha scelto di rafforzare la propria presenza internazionale con una nuova sede a Parigi.

La Francia rappresenta un mercato di primo piano per l’industria alimentare europea: il comparto conta oltre 260 miliardi di euro di fatturato, 80 miliardi di esportazioni e circa 23mila imprese. L’obiettivo della società è affiancare direttamente gli operatori francesi nella gestione degli acquisti e dei rischi legati all’andamento delle materie prime.

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La volatilità cambia le strategie d’acquisto

Areté mette a disposizione modelli previsionali capaci di fornire indicazioni sull’evoluzione dei prezzi fino a 18 mesi. Le analisi riguardano più di 50 materie prime, dai cereali allo zucchero, dal cacao al caffè, passando per latte e derivati, oli vegetali, frutta secca, legumi, energia e materiali per gli imballaggi.

L’offerta si sta estendendo anche alle filiere della carne, con nuovi prodotti in fase di sviluppo. Tra gli utilizzatori figurano gruppi come Barilla, Lavazza, Morato, Lindt, Cerealto, Puratos, Loacker e Granarolo, oltre a operatori della grande distribuzione organizzata quali Coop, Selex ed Eurospin.


Parigi è il nuovo centro di sviluppo

L’insediamento francese arriva due anni dopo quello aperto in Spagna e costituisce un ulteriore passaggio nel processo di espansione fuori dall’Italia. La nuova struttura sarà guidata da Maxine Roper, britannica che vive a Parigi e che vanta oltre 25 anni di esperienza nello sviluppo commerciale nel settore alimentare.

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Fondata nel 2002, Areté è guidata da Enrica Gentile e Mauro Bruni, economisti specializzati nell’agroalimentare e con un percorso maturato al fianco di imprese, associazioni e istituzioni. Crif detiene una partecipazione di minoranza nella società.


Gentile: «La complessità è strutturale»

Secondo Enrica Gentile, amministratrice delegata di Areté, le turbolenze non sono più episodi isolati. «Gli ultimi anni ci hanno dimostrato come complessità e volatilità siano diventate ormai elementi strutturali dei mercati agroalimentari», ha spiegato, richiamando tra le cause il clima estremo, le tensioni geopolitiche, i conflitti, le guerre commerciali e l’instabilità dei costi energetici.

La manager considera l’apertura francese una tappa decisiva della crescita internazionale. La presenza sul posto, ha aggiunto, dovrebbe permettere ad Areté di comprendere più da vicino le necessità delle aziende locali e di offrire loro le competenze costruite negli anni nell’analisi dei mercati.

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