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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Too Good To Go cambia passo: ora salva anche cosmetici e piante

La piattaforma amplia il recupero delle eccedenze a cura della persona, animali, fiori, integratori e articoli per la casa, coinvolgendo oltre 8.500 attività

La lotta agli sprechi esce dai confini del supermercato. Too Good To Go, finora conosciuta soprattutto per il recupero di alimenti prossimi alla scadenza, estende il proprio modello a numerosi articoli ancora utilizzabili ma più difficili da vendere attraverso i canali tradizionali. L’offerta comprende prodotti per il corpo e i capelli, igiene orale, cosmetici, articoli per animali domestici, fiori, piante, integratori e prodotti destinati alla casa.

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La svolta oltre il settore alimentare

Sono già più di 8.500 le attività che dispongono di prodotti appartenenti alle nuove categorie. Circa un terzo di queste realtà aveva già un rapporto con Too Good To Go per la distribuzione delle eccedenze alimentari, mentre ora potrà mettere in vendita anche altre rimanenze a prezzi ridotti.

La decisione nasce dalle richieste degli stessi partner. Mette Lykke, amministratrice delegata della piattaforma, ha spiegato che le aziende incontrano sempre più spesso difficoltà legate a prodotti invenduti non alimentari: «Le eccedenze esistono in ogni corsia del punto vendita». Secondo Lykke, l’esperienza maturata nel recupero del cibo può essere applicata a una parte più ampia delle attività commerciali, aiutando i negozi a recuperare valore.


Perché i prodotti restano invenduti

Per queste merci, l’eccedenza non dipende soltanto dalla data di scadenza. A incidere sono anche la durata dei cicli di vendita e i cambiamenti nelle preferenze dei clienti. Una nuova confezione può lasciare difficili da collocare i prodotti di bellezza nella versione precedente; allo stesso modo, un assortimento aggiornato può rendere meno richiesti determinati colori, profumi o gusti.

Anche la stagionalità gioca un ruolo importante. Al termine di un periodo dell’anno, per esempio, confezioni regalo e articoli per la casa possono perdere attrattiva pur restando integri e pienamente utilizzabili. Queste rimanenze occupano spazio nei negozi e nei magazzini e possono bloccare risorse finanziarie delle imprese.

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Un vantaggio per clienti e aziende

Per chi acquista, l’ampliamento significa poter trovare prodotti utili a un costo più contenuto. Per le aziende, invece, il recupero delle rimanenze può ridurre gli sprechi, liberare spazio e favorire nuovi ingressi nei punti vendita, oltre a creare occasioni di contatto con potenziali clienti.

L’impatto ambientale varia a seconda dei comparti. L’acqua costituisce mediamente oltre due terzi della composizione dei cosmetici. Le emissioni legate alla produzione mondiale di alimenti secchi per animali domestici sono paragonabili a quelle del 60° Paese al mondo per emissioni, mentre nel comparto florovivaistico le perdite dopo la raccolta possono raggiungere il 40%.


Una rete ormai globale

In dieci anni Too Good To Go ha costruito una rete di 150 milioni di utenti registrati e 200mila partner. L’espansione verso nuove categorie rappresenta quindi un’estensione di un sistema già collaudato, non un abbandono del suo impegno iniziale contro lo spreco alimentare.

La piattaforma punta così a intercettare prodotti che conservano qualità e utilità, ma che rischiano di restare sugli scaffali per motivi commerciali, estetici o stagionali. L’obiettivo è mettere in contatto queste merci con consumatori interessati, prima che diventino una perdita per le attività o un rifiuto.

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