Lavoro, agosto riaccende l’allarme: disoccupazione al 6,2%
Il rallentamento emerge da un’occupazione quasi stabile e dall’aumento delle persone in cerca di lavoro, mentre il bilancio annuo regge grazie ai permanenti e agli ultracinquantenni.
Il mercato del lavoro italiano mostra nuovi segnali di rallentamento: ad agosto il tasso di disoccupazione è salito al 6,2%. Si tratta del livello più elevato da maggio 2025, mentre l’occupazione è rimasta pressoché invariata.
La ricerca di lavoro torna a crescere
L’aumento della disoccupazione è accompagnato da una maggiore presenza di persone alla ricerca di un impiego. Il dato indica quindi un agosto meno favorevole sul fronte dell’inserimento lavorativo, senza una crescita significativa del numero degli occupati.
Nello stesso periodo si è ridotta la platea degli inattivi, cioè di coloro che non lavorano e non cercano un’occupazione. Una parte di queste persone è dunque tornata a muoversi sul mercato, contribuendo all’incremento dei disoccupati.
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I contratti permanenti tengono il bilancio annuo
Nonostante la frenata mensile, il confronto su base annuale mantiene alcuni elementi di solidità. A sostenere soprattutto l’occupazione sono i contratti a tempo indeterminato e la maggiore partecipazione degli ultracinquantenni.
Il quadro resta quindi diviso: da un lato agosto registra un peggioramento del tasso di disoccupazione e un’occupazione quasi ferma; dall’altro, la tenuta dei rapporti permanenti e il contributo degli over 50 continuano a sostenere il risultato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
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