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Economia 1 min di lettura24 min fa

Italia sotto pressione: spread a 131 e Btp al 4,7%

Petrolio e gas rallentano mentre le Borse europee avanzano, in attesa dei dati sul lavoro statunitense e degli sviluppi nello Stretto di Hormuz.

Il calo delle materie prime energetiche accompagna una seduta positiva per i listini europei, ma non allenta la pressione sui titoli di Stato italiani. Il rendimento del Btp decennale è risalito al 4,7%, mentre il differenziale con il Bund tedesco ha raggiunto quota 131 punti base.


Energia in frenata tra le ipotesi europee

Il petrolio viene scambiato in ribasso: il Brent perde il 2,4% e resta sotto la soglia dei 100 dollari, mentre il Wti arretra del 3,7% portandosi al di sotto dei 90 dollari. A pesare sono anche le indiscrezioni su un possibile confronto tra alcuni Paesi europei per utilizzare le riserve strategiche e contenere l’aumento dei carburanti.

In calo anche il gas naturale. I contratti Ttf cedono l’1,27% e si attestano a 73 euro per megawattora, in una giornata ancora condizionata dall’attenzione sulle tensioni nello Stretto di Hormuz.


Borse positive, ma non per tutti

L’andamento dei mercati azionari del Vecchio Continente è invece favorevole. L’indice Stoxx 600 guadagna più di mezzo punto percentuale, sostenuto soprattutto dalle società tecnologiche.

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Restano arretrati i comparti finanziario ed energetico. Per quest’ultimo settore, il ribasso delle quotazioni del greggio rappresenta un elemento di debolezza, mentre gli investitori guardano anche ai prossimi dati sull’occupazione negli Stati Uniti.


Spread ai massimi da aprile 2025

Il dato sul lavoro americano potrebbe influenzare le scelte future della Federal Reserve sui tassi di interesse. In Italia, intanto, il differenziale tra Btp e Bund ha mantenuto un andamento volatile fin dall’apertura, fino a portarsi a 131 punti base.

Si tratta di livelli che non si vedevano dall’aprile 2025. Parallelamente, il rendimento del titolo decennale italiano è tornato a salire, arrivando al 4,7%.

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