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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Acqua, Roma accende il confronto su sicurezza e investimenti

Più di 5.000 partecipanti, 700 relatori e oltre 100 appuntamenti hanno portato nella Capitale le sfide idriche del Mediterraneo

La gestione dell’acqua è sempre più legata non soltanto alla tutela ambientale, ma anche alla stabilità economica, industriale e territoriale. È questo uno dei temi emersi con maggiore forza al Forum Euromediterraneo dell’Acqua, concluso oggi a Roma dopo aver raccolto oltre 5.000 iscritti, circa 700 relatori e più di 100 incontri.

L’appuntamento, iniziato il 29 settembre, ha riunito alla Nuvola esponenti delle istituzioni, organizzazioni internazionali, aziende, gestori dei servizi idrici, ricercatori e rappresentanti della società civile. Al centro del confronto sono finite la sicurezza della risorsa e le risposte necessarie per affrontare le criticità del Mediterraneo.


Imprese chiamate a ridurre gli sprechi

Una parte rilevante dei lavori ha riguardato il contributo delle imprese. Aziende appartenenti a comparti diversi hanno presentato soluzioni e pratiche orientate a contenere i consumi, favorire il riutilizzo dell’acqua e rendere più efficienti i processi produttivi.

Dagli interventi è emerso che la risorsa idrica non può più essere considerata soltanto una questione ambientale. La sua disponibilità incide anche sulle attività economiche, sulla competitività industriale e sulla sicurezza dei territori, rendendo necessario un coinvolgimento sempre più ampio del settore privato.

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Servono risorse per territori più resilienti

Il Forum ha dedicato spazio anche alla necessità di rafforzare gli investimenti. Istituzioni finanziarie internazionali e operatori del comparto hanno discusso delle risorse da destinare a infrastrutture e sistemi capaci di resistere meglio alle pressioni e alle emergenze legate all’acqua.

Nel programma sono rientrati inoltre la resilienza dei territori, la cooperazione tra Paesi e il ruolo degli investimenti nella gestione della risorsa. L’iniziativa è stata promossa dal Comitato Italiano One Water insieme all’Unione per il Mediterraneo e all’Istituto Mediterraneo dell’Acqua di Marsiglia, con il sostegno, tra gli altri, del Ministero degli Esteri attraverso Ciheam Bari e la collaborazione dell’Arab Water Council.

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