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Economia 1 min di lettura2 ore fa

Italia, la crescita tiene: i rischi che possono cambiare tutto

Bankitalia vede un Pil ancora in aumento, ma energia, credito e tensioni globali frenano le prospettive.

L’economia italiana ha superato le aspettative nella prima metà del 2026, nonostante uno scenario internazionale particolarmente instabile. La crescita dovrebbe proseguire anche nei mesi successivi e negli anni a venire, ma il ritmo resterà moderato e dipenderà dall’evoluzione di diversi fattori esterni.


I mercati restano il punto critico

A pesare sulle prospettive sono soprattutto il costo dell’energia e condizioni di finanziamento più onerose. Andrea Brandolini, capo dipartimento economia e statistica della Banca d’Italia, ha illustrato il quadro durante l’audizione sul Dpfp, sottolineando che l’espansione del Pil potrebbe continuare nella seconda parte dell’anno.

La valutazione dell’istituto centrale è arrivata mentre sui mercati resta alta l’attenzione per l’instabilità internazionale. Le tensioni finanziarie, anche quelle legate agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, vengono indicate tra gli elementi capaci di influenzare l’economia mondiale e, indirettamente, quella italiana.

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Energia e geopolitica frenano il Pil

Secondo Brandolini, «l’economia italiana, come quella europea, ha mostrato una tenuta superiore alle attese». La crescita, tuttavia, sarà contenuta dall’aumento dei prezzi energetici e dall’incremento del costo del denaro, due fattori che possono incidere sia sulle famiglie sia sulle imprese.

Tra le principali incognite figura anche l’evoluzione della crisi in Medio Oriente. «Le estese tensioni geopolitiche e l’andamento dei mercati finanziari rappresentano rilevanti fonti di rischio per l’economia mondiale e, di riflesso, per quella italiana», ha spiegato il rappresentante della Banca d’Italia.

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