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Economia 1 min di lettura6 ott

Italia, il conto della crisi può arrivare: l’allarme di Reichlin

L’economista richiama i rischi legati a salari contenuti, inflazione e fuga dei giovani, nonostante la stabilità politica del Paese

L’Italia osserva la turbolenza internazionale da una posizione che Lucrezia Reichlin considera oggi relativamente solida, ma questa condizione non basta a cancellare le fragilità interne. Salari bassi, inflazione e giovani che lasciano il Paese possono trasformarsi in un conto politico e sociale sempre più pesante.


La stabilità non basta più

La docente della London Business School ha descritto un quadro internazionale segnato dalla crisi energetica, dalle proteste sociali in Francia e Spagna e dalle difficoltà politiche della Germania. In questo scenario, secondo Reichlin, l’Italia appare più stabile di quanto molti avrebbero immaginato dieci anni fa.

«Arriviamo in questa fase di grande turbolenza internazionale, fra la crisi energetica e le rivolte sociali in Francia e Spagna fino al travaglio politico della Germania, in una posizione di relativa forza e di stabilità politica», ha affermato Reichlin. L’economista ha sottolineato come fosse difficile prevedere che il Paese non sarebbe diventato il principale centro del disordine europeo.

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Il malcontento resta sottotraccia

La situazione, però, non equivale all’assenza di tensioni. Finora i cittadini italiani non hanno portato il loro disagio nelle piazze e hanno manifestato soprattutto attraverso la scelta di non partecipare alle elezioni.

Per Reichlin, questo comportamento non elimina il problema: il malcontento può riemergere in seguito, soprattutto se il potere d’acquisto continuerà a risentire dell’inflazione, gli stipendi resteranno contenuti e molti giovani continueranno a cercare opportunità all’estero. «Il conto può arrivare anche qui», è il monito dell’economista.

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