Irpef, il conto resta a pochi: chi finanzia davvero il Paese
L’Osservatorio di Itinerari Previdenziali mette in fila dati che mostrano un sistema molto sbilanciato: una quota ridotta di contribuenti sostiene la gran parte dell’imposta, mentre milioni di persone non versano nulla.
La ricchezza fiscale finisce su una platea ristretta: secondo Alberto Brambilla, il peso di servizi pubblici e spesa corrente ricade in modo sproporzionato su chi presenta redditi più alti. In questo schema, osserva il Centro Studi, il resto del sistema si regge soprattutto su imposte indirette, accise e nuovo debito, con effetti pesanti su investimenti e crescita.
Una mappa che divide il Paese
I dati del rapporto dell’Osservatorio di Itinerari Previdenziali disegnano una frattura evidente. Su 58,9 milioni di residenti, i contribuenti risultano 42,8 milioni, ma quelli che effettivamente pagano sono poco più di 34,1 milioni. Il risultato è che circa 24,8 milioni di persone non versano alcuna Irpef, compresi quasi 9 milioni di contribuenti.
Nel 2024 i redditi dichiarati hanno raggiunto 1.076 miliardi, ma la distribuzione dell’imposta resta fortemente concentrata. Il 18,78% dei contribuenti con redditi da 35mila euro in su sostiene da solo circa il 65% dell’Irpef complessiva, mentre quasi la metà degli italiani non ha redditi imponibili e vive di fatto grazie al contributo fiscale degli altri.
I redditi bassi pesano poco sulle entrate
La parte più ampia dei contribuenti si colloca nei primi tre scaglioni, fino a 20mila euro l’anno: sono il 47% del totale, cioè poco meno di 20,2 milioni di persone, ma garantiscono in media appena il 5% dell’Irpef. Tra i redditi più bassi, chi dichiara fino a 7.500 euro lordi paga mediamente 19 euro l’anno; nella fascia 7.500-15mila euro il prelievo medio sale a 204 euro.
C’è poi il gruppo tra 15mila e 20mila euro, formato da 4,79 milioni di cittadini, che versa in media 1.773 euro. Rapportato agli abitanti, però, l’importo scende a 1.288 euro, cioè meno del costo pro capite della sanità nel 2024, pari a 2.347 euro. Per coprire solo quel capitolo di spesa per questa fascia di popolazione servono quindi 54,45 miliardi a carico di altri contribuenti.
Il peso crescente dei redditi più alti
Salendo di fascia, il quadro cambia ma la concentrazione resta la stessa. Tra 20mila e 26mila euro lordi ci sono 6,65 milioni di cittadini, con un versamento medio di 3.284 euro; fra 26mila e 29mila euro i contribuenti sono poco più di 3 milioni e l’imposta media si colloca a 4.413 euro.
Molto più marcato l’apporto di chi sta in alto nella scala dei redditi. Chi supera i 100mila euro rappresenta l’1,75% dei contribuenti, 745.615 persone, e copre il 22,25% dell’Irpef. Ancora più ristretto il gruppo oltre i 200mila euro: lo 0,3% dei contribuenti, ma quasi il 10% del gettito.
Nel complesso, i redditi fino a 29mila euro riguardano il 69,78% dei contribuenti e valgono il 21,33% dell’Irpef, pari a 46 miliardi. È una quota che corrisponde a circa un terzo della spesa sanitaria, ma che evidenzia anche quanto il prelievo resti concentrato su una minoranza di dichiaranti.
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