Imprese in crisi, il dato che pesa: 5.230 liquidazioni in sei mesi
Il monitoraggio Unioncamere fotografa una pressione ancora forte sulle aziende, con Lombardia e Lazio ai primi posti per numero di procedure.
Sono 5.230 le richieste di liquidazione giudiziale registrate in Italia tra gennaio e giugno 2026. Il dato, pur leggermente inferiore alle 5.286 domande dello stesso periodo del 2025, non basta a certificare una svolta: dopo il forte incremento segnato nel 2025, la riduzione è considerata ancora troppo contenuta per parlare di inversione del ciclo.
A risentire maggiormente delle difficoltà sono soprattutto le realtà di dimensioni ridotte. Pesano l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, l’instabilità internazionale, la competizione della rete e il cambiamento delle abitudini dei consumatori. In alcuni casi si aggiungono la fine degli incentivi o le infiltrazioni della criminalità organizzata.
La frenata non cambia il quadro
Il quinto monitoraggio dell’Osservatorio Unioncamere sulla crisi d’impresa mostra un andamento ancora problematico per molte procedure. Le domande di concordato semplificato sono salite a 83, contro le 63 rilevate nei primi sei mesi del 2025, mentre gli accordi di ristrutturazione sono rimasti sostanzialmente fermi a quota 167.
Un incremento più netto riguarda le liquidazioni coatte amministrative, riservate a comparti e categorie specifiche: nei primi sei mesi dell’anno ne sono state avviate 290, con una crescita del 14% rispetto alle 254 dello stesso periodo del 2025. In direzione opposta il concordato preventivo, sceso da 511 a 451 pratiche dopo il deciso aumento registrato nell’anno precedente.
Anche la composizione negoziata continua a essere utilizzata con maggiore frequenza. Le procedure avviate fino a giugno sono state 897, quasi il doppio del dato del 2024; al 1° settembre le istanze avevano già raggiunto quota 1.128. Lo strumento segnala la presenza di difficoltà diffuse, ma in diversi casi rappresenta anche un percorso per tentare il risanamento dell’attività.
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Lombardia davanti a Lazio
La distribuzione territoriale segue in larga parte la concentrazione delle imprese sul territorio nazionale. La Lombardia guida la graduatoria delle liquidazioni giudiziali con 1.036 casi, seguita dal Lazio, che ne conta 844.
Al terzo posto si trova la Campania, con 478 procedure, mentre la Toscana arriva a 417. Più indietro compaiono Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna; i numeri tendono poi a ridursi nelle aree del Mezzogiorno con una minore densità imprenditoriale.
Le statistiche sono ricavate dal registro delle imprese e dai procedimenti esaminati dalle sezioni specializzate dei tribunali, poi confluiti nei dati del Ministero della Giustizia. Il quadro restituito dall’Osservatorio conferma così che la crisi non riguarda soltanto singole vicende aziendali, ma interessa una parte significativa del tessuto produttivo, con un impatto particolarmente visibile sulle imprese più fragili.
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